«Unire Capodimonte con il sistema della metropolitana urbana, quindi unire il Museo e il parco con il cuore del centro storico di Napoli, è un'idea bella, giusta, sacrosanta e non suscettibile di critiche; ed è condivisibile anche il mezzo tecnologico ipotizzato». Così si esprime l'assessore comunale Pasquale Belfiore sul progetto della funivia dei musei. Tuttavia aggiunge: «Bisogna valutare i costi e la qualità dei progetti». E intanto sui progetti spuntano vecchie carte risalenti al 1997. Di quell'anno è per l'appunto un progetto di collegamento aereo, che vinse il premio Schindler. Il Comune, peraltro, lo smarrì. Ora l'ingegner Improta, docente all'Università Federico II, ha ritrovato parte delle carte. Collegamento «aereo» tra musei, il primo progetto risale al 1997 Fu presentato al premio Schindler. «Poi il Comune perse i piani» NAPOLI - Due piloni, una passeggiata sotterranea con tapis roulant che da Caponapoli conduce a piazza Fonseca. E qui una stazione per salire sulla cabina che dal cuore della Sanità s'invola, sospesa nell'aria, al museo di Capodimonte. E' il 27 settembre 1997, il progetto viene presentato al «Premio Schindler », concorso di idee itinerante che in quell'anno sbarca a Napoli. Il tema è «Risalire la città: Napoli e i suoi musei. Dall'Archeologico a Capodimonte». Qualche anno prima, dallo stesso concorso uscirono i progetti delle scale mobili realizzate a Perugia o quello della città obliqua di San Marino. «Credo che in ogni edizione dello Schindler - racconta con ironia Gennaro Improta, professore ordinario di ricerca operativa di Ingegneria alla Federico II - almeno uno dei progetti selezionati sia stato realizzato. Unica eccezione, indovinate un po'? Napoli». Improta assieme ad altri tecnici e ingegneri era il «capogruppo» del progetto della funivia che non solo metteva in collegamento l'Archeologico con Capodimonte, ma anche quest'ultimo con San Martino, utilizzando lo stesso pilone. Un'idea avveniristica, tanto che molti guardarono le tavole con lo stesso interesse che a fine '800 si poteva avere per un racconto di Jules Verne. «Il Comune prese i progetti continua Improta - poi, quando, dopo qualche giorno, capimmo che non se ne sarebbe fatto nulla, li chiedemmo indietro. La risposta fu: li abbiamo persi. Ora però tutti parlano della funivia tra i musei. Ma la nostra fu la prima idea e ci guardarono come pazzi». Chi ne vuole sapere di più può acquistare il volume pubblicato da Electa nel '97: «Risalire la città: Napoli e i suoi musei». Ma ecco i particolari del progetto che doveva integrarsi con le strutture già esistenti (stazione metrò di piazza Cavour) e quelli in via di realizzazione (stazione museo). Inoltre il tapis roulant realizzato utilizzando le cavità naturali sotterranee avrebbe dovuto decongestionare il traffico in una zona (incrocio tra via Salvator Rosa, via Pessina e Santa Teresa) in cui è perennemente paralizzato. La stima era di quattromila passeggeri l'ora. In piazza Fonseca doveva sorgere la stazione della funivia Fonseca-Cinesi- Capodimonte. «La fermata Cinesi - è scritto nel progetto serve l'abitato dei Vergini-Miracoli ed è collegato al parcheggio della cavità Tronari, con un sistema di ascensori, alla base del pilone, da destinare a parco pubblico, a quota 126 metri corrispondente alla fermata della funivia posta in sommità al pilone, il quale fungerà da terrazza panoramica e potrà essere attrezzato con un punto di ristoro. Il secondo tratto, anche esso di circa 450 m, si sviluppa tra la quota 126 m della stazione Cinesi 132 m della stazione Capodimonte, incassata nel fronte sud del muro di contenimento di via Capodimonte». Un progetto «ecologico» a detta di Improta. «Su quello del Comune gli ambientalisti stanno già sparando - spiega - e siamo solo alle indiscrezioni». Vincenzo Esposito L'annuncio Aspettando la realizzazione si comincia con gli autobus Tra un mese la navetta con il logo 2M NAPOLI Quello della funivia che unisce i due musei, per ora, è ancora un progetto. Ma l'esigenza di collegare l'Archeologico con Capodimonte è pressante. Ecco perché ieri è stato stabilito che entro un mese sarà istituita una nuova linea dei bus denominata, manco a dirlo, «2M», gestita dall'Anm, che collegherà il Museo Nazionale e la stazione «Cavour» delle linee metropolitane 1 e 2, nonché del Museo di Capodimonte con la stazione del Frullone della linea 1. La «2M», voluta dall'assessorato alla Mobilità e dalla Municipalità, percorrerà, partendo dal Museo nazionale, via Santa Teresa degli Scalzi, corso Amedeo di Savoia, tondo di Capodimonte, via Miano (dove effettuerà fermata in corrispondenza di Porta piccola) e via nuova San Rocco per raggiungere la stazione Frullone della linea M1. La frequenza prevista è di 15 minuti. La linea «2M» consentirà inoltre grazie all'interscambio con l'Alifana, di raggiungere con i mezzi pubblici da Mugnano, Giugliano e Aversa, il Museo e il parco di Capodimonte. Pa. Cu.