Giro: «Senza l'assenso del ministero non si farà nulla» La Roma: «Piano avveniristico, troveremo i soldi» Là dove ci sono gli ulivi, forse un giorno ci sarà il «Franco Sensi», il nuovo stadio della Roma. Ma, per ora, insieme alla presentazione del progetto svolta a Trigoria in una kermesse durata oltre due ore - ad essere partite sono soprattutto le polemiche. Sulla carta, il «Franco Sensi» è tecnologico, avveniristico, moderno, ecocompatibile. Stadio all'inglese, con le tribune attaccate al campo, i pannelli foltovoltaici, l'assenza di barriere architettoniche, una doppia copertura, 55 mila posti che possono diventare 60 mila, 24-26 mesi per costruirlo. Francesco Totti ha scherzato: «Spero di poterlo calpestare, un giorno. Ma devono fare in fretta. Giocare fino a 40 anni? Per carità, già 38 sono troppi...». E Claudio Ranieri, il tecnico giallorosso, ha proposto: «Si potrebbero intitolare le vie intorno a dei personaggi della storia della Roma». Sogni, aspirazioni, anche commozione, quando Rosella Sensi ha parlato del papà Franco («lo stadio è sempre stato al centro del suo programma e di quello di Dino Viola») e sui monitor si è sentita la voce del vecchio patriarca, scomparso poco più di un anno fa. Ma anche, dopo le emozioni, le polemiche. Una parte di Roma è schierata per lo stadio, col sindaco Gianni Alemanno e il presidente della Regione Piero Marrazzo uniti nel dire che «lo stadio è una necessità: la Roma ha rotto il ghiaccio, ed avuto coraggio. Uno dei nodi è la mobilità ». Il sindaco ha mandato una frecciata: «I nostri interlocutori sono quelli con cariche istituzionali ». Altro sassolino: al Comune si sono irritati con la Roma, per alcune anticipazioni apparse ieri. Ma, soprattutto, c'è un «fronte del no» che si allarga: il Pd, Legambiente, il Wwf, Italia Nostra. Ma, soprattutto, il Governo. Oggi ci sarà il tavolo interistituzionale al ministero dei Beni culturali, ma il sottosegretario Francesco Giro ha tuonato: «Senza il nostro assenso, niente stadio. Non lo si può fare solo per dare uno stipendio a Totti... ». Frasi che gli sono costate le critiche dei tifosi sulle radio private. Giro replica: «Ai tifosi dico non farsi prendere per i fondelli. Questa presentazione è stato un spot della società e basta. Dove sono le opere di urbanizzazione? Dove sono i progetti intorno allo stadio? Non si può far calare l'impianto dall'alto, come una navicella. Francamente ieri ero più preoccupato. Ora, visto di cosa si tratta, lo sono meno... Un'idea, una proposta affettuosa verso un grande presidente come Franco Sensi, nient'altro. Domani (oggi, ndr) vedremo le carte e valuteremo ». Per il Wwf «non sono stati valutati i costi ambientali: siamo sconcertati dalle parole di Alemanno e Marrazzo». Per Legambiente «non si sono date risposte alle questioni di fondo». Per Athos De Luca (Pd) «occorre salvaguardare l'agro romano ». Per Luciano Ciocchetti (Udc) «ci sono procedure dubbie ». E anche il presidente del XVIII Municipio Daniele Giannini, del Pdl, si mostra critico: «Bel progetto, ma servono strade e trasporti». Di fronte alle polemiche, Alemanno ha mostrato cautela: «Da noi si parla di speculazioni anche quando si fanno le case popolari. Però controlleremo, senza fare sconti ». Per Marrazzo, invece, «lo stadio va costruito, ma nel rispetto delle procedure». Di infrastrutture e collegamenti non si è parlato. E neppure di investimenti, anche se circolano le prime ipotesi: uno stadio così costerebbe almeno 2.500 euro a posto, circa 140 milioni complessivi. Più, naturalmente, opere di urbanizzazione, centro commerciale, strutture ricettive. Secondo la Roma «si farà una gara d'appalto, ma ci piacerebbe coinvolgere i costruttori romani». Alcuni di loro, in realtà, avrebbero già mostrato interesse. Italpetroli, controllante della Roma, è esposta con Unicredit per circa 400 milioni: dove troverà il club i soldi per costruire lo stadio? «Faremo un progetto di finanza e il Credito Sportivo ha dato la disponibilità a concederci un mutuo », dicono alla Roma. Unicredit è informata? «No, ma lo faremo. Lo stadio sarà di proprietà della società, senza ipoteche», risponde Rosella Sensi. I problemi, comunque, non mancano. L'area di 140 ettari è di proprietà del gruppo Scarpellini, ed è tra via della Monachina e via Bosco Marengo. Dall'Aurelia, prima della rampa che porta al campo nomadi, c'è una collina con degli ulivi: lo stadio verrebbe posizionato lì, parallelo alla consolare. Vicino, ma fuori dal terreno interessato, ci sono degli scavi archeologici: un po' più avanti, all'altezza della zona commerciale, sono state rinvenute una villa romana e una necropoli. «Se ci sono reperti, valuteremo», dice Alemanno. Il progettista, Gino Zavanella, chiosa: «Magari trovassimo la spada di Giulio Cesare... Valorizzerebbe l'area, facendola entrare nei percorsi turistici ». Il geometra Giancarlo Coricelli, che ha seguito il progetto per il gruppo Sensi, aggiunge: «Parlare adesso di scavi archeologici è prematuro. Prima il progetto va approvato». E se il ministero lo boccia? «Troveremo un'altra area. Ne abbiamo ispezionate 25, quella dell'Aurelia era la migliore, perchè non sottoposta a vincoli». Ernesto Menicucci
ROMA - Stadio, corsa a ostacoli. La palla passa al Mibac
La Roma ha presentato un progetto per la costruzione di un nuovo stadio, che sarà chiamato "Franco Sensi". Il progetto è stato presentato a Trigoria e ha suscitato polemiche, con alcune organizzazioni come il Pd, Legambiente e il Wwf che si sono espressi contro. Il sottosegretario del ministero dei Beni culturali, Francesco Giro, ha affermato che senza l'assenso del ministero non si farà nulla. La Roma ha promesso di fare una gara d'appalto per la costruzione dello stadio e di coinvolgere i costruttori romani. Il progetto prevede la costruzione di uno stadio all'inglese con 55.000 posti, che possono diventare 60.
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