Infiltrazioni d'acqua dalla cupola. Si teme anche per la stabilità delle colonne Le piogge rivelano lo stato di degrado della chiesa Da ieri la cripta della basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto è chiusa. Qualche giorno fa un violento nubifragio si è abbattuto su gran parte della provincia di Foggia e, in particolare, sul Gargano: l'acqua piovana caduta con insistenza ha, così, allagato la basilica e soprattutto la cripta per cui è stato deciso di chiudere la chiesa inferiore. Non è la prima volta che piove all'interno dell'antica struttura religiosa: una situazione che sta diventando pericolosa poiché la pioggia e l'umidità rischiano di danneggiare i mosaici e le altre bellezze artistiche che si trovano all'interno di quella che fu la cattedrale dell'antica e importante città di Siponto, il cui sito si trova a tre chilometri da Manfredonia. Secondo la tradizione i lavori per la costruzione della basilica di Santa Maria Maggiore iniziarono nei primi anni dell'XI secolo grazie all'impulso del primo vescovo sipontino Leone. Nel 1117 la basilica fu consacrata da papa Pasquale I e sotto l'altare maggiore furono deposte le reliquie di San Lorenzo Maiorano. La struttura religiosa è composta da due chiese sovrapposte, molto probabilmente costruite in periodi differenti: la parte superiore, la basilica vera e propria, e la chiesa inferiore, ossia la cripta. Un vero e proprio gioiello anche perché Santa Maria Maggiore di Siponto è una delle poche strutture romanico-pugliesi quasi del tutto ancora intatte che rendono ben leggibili gli influssi armeni e islamici. Un gioiello che da ieri non è in parte più visitabile a causa dell'acqua che entra dalla volta centrale attraverso la lanterna, la struttura che si trova sopra la cupola e da cui entra la luce. L'umidità, inoltre, ha provocato delle crepe sul muro che rischiano di provocare la caduta di intere pareti di intonaco. Inoltre alcune delle colonne stanno registrando delle lesioni nella parte dei capitelli con il rischio che questi vadano completamente distrutti provocando anche la caduta delle antiche colonne. Secondo quanto raccontato al Corriere da alcuni fedeli, le infiltrazioni d'acqua si sono manifestate già da diversi mesi e nonostante le richieste di intervento ancora non si è mosso nessuno. «Non è possibile racconta Francesco Dell'Anno, un pensionato di 66 anni - non poter più entrare nella cripta della basilica. Speriamo che il nuovo vescovo della diocesi, monsignor Michele Castoro, intervenga per risolvere al più presto questi problemi che minano una delle strutture più importanti della provincia di Foggia». Sulla stessa lunghezza d'onda Anna Maria Tunzi Sisto, della Soprintendenza archeologica di Taranto e responsabile del settore per la provincia di Foggia: «È una situazione tristissima perché Santa Maria Maggiore di Siponto è un bene di grande rilievo e di proprietà di tutta la comunità». Secondo l'archeologa è giunto ora il momento di concentrarsi tutti quanti per recuperare la basilica sipontina prima che sia troppo tardi. «L'amministrazione comunale di Manfredonia, pur non avendo competenza - ha sottolineato, inoltre, il sindaco del centro sipontino Paolo Campo - è disponibile e pronta a lavorare con gli enti interessati, la Curia e la Soprintendenza, per progetti di tutela e valorizzazione di questo importantissimo e pregiato pezzo del patrimonio storico non solo di Manfredonia ma di tutta la Capitanata » . Luca Pernice