L'annuncio Sostegno per due anni Alla fine qualcuno la palla al balzo l'ha colta. Per amore della Storia, che diventa uno schiaffo morale a istituzioni indifferenti, quando non assenti. Il Museo archeologico dei Campi flegrei a Baia è chiuso perché mancano custodi? Bene, la Fondazione campana «My Earth» si fa avanti. «Siamo disposti a pagare per due anni, a spese della Fondazione, due custodi, secondo contratto nazionale, la cui scelta rimettiamo alla Soprintendenza. Speriamo in questo modo di poter partecipare all'apertura del Museo di Baia, le cui bellezze ci sembra pazzesco tenere lontane dal grande pubblico», afferma l'avvocato Leonardo De Domenico, presidente del Comitato «My Earth». Il legale, di concerto con il presidente della Fondazione Enrico Iannone, ha inviato ieri alla Soprintendente speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei Mariarosaria Salvatore un mail nella quale avanzano la proposta. «Abbiamo visto in tv e poi sul C orriere del Mezzogiorno rimarca Di Domenico le condizioni in cui versa l'Archeologico di Baia. La nostra struttura spesso è intervenuta con iniziative in favore dell'arte ». La Fondazione è un ente senza scopo di lucro, costituita nel 2005. Per poter realizzare le proprie attività, la Fondazione si è avvalso di un fondo di dotazione iniziale di 60 mila euro e dei proventi della partecipazione nella società «Enrico Iannone Spa». «My Earth» ha investito parte del fondo di dotazione in un prestito obbligazionario, dal quale gli sono derivati proventi finanziari. I progetti vengono inoltre sostenuti finanziariamente dal Comitato My Earth Onlus che ha come finalità quello di curare il found rising sulle iniziative della fondazione stessa. Insomma, pare vedersi una schiarita per il museo di Baia: 52 sale espositive, ma oggi è aperto solo il padiglione del Rione Terra. «Apriamo un giorno alla settimana», hanno detto alcuni funzionari. La struttura resta serrata perché non ci sono custodi. «Fra Castello di Baia, museo e terme siamo in 50 affermano . Meno di 20 quelli dedicati al museo». In quelle stanze ci sono reperti romani perfettamente restaurati e mai esposti al pubblico. Il Museo rientra nel Pit «Grande attrattore dei Campi flegrei», una iniziativa della Regione, finanziata con fondi Por pari a circa 231 milioni di euro. Patrizio Mannu