Il caso Oggi discussione in Consiglio regionale. Muro si dimette, preferisce l'assessorato provinciale Li presenterà Scala (la Sinistra). Ok alla manovra da Pd e Pdl Piano casa: oggi in consiglio regionale la discussione del testo che è stato licenziato dalla commissione urbanistica. Il disegno di legge permette ampliamenti delle volumetrie edilizie fino al 20, purché si utilizzino tecniche costruttive che «garantiscano il risparmio energetico ambientale». Consente inoltre di abbattere e ricostruire, con il premio di un aumento del 35 delle cubature, anche aumentando la preesistente altezza del 20. L'articolo 5, poi, concede di variare la destinazione d'uso, per chi abbatta e ricostruisca immobili degradati nelle aree urbanizzate, purché una quota non inferiore al 20 delle cubature sia destinata ad edilizia convenzionata. Potranno dunque diventare immobili ad uso residenziale le fabbriche dimesse, sempre che siano inattive da almeno un anno. Sul piano casa centro destra e centro sinistra realizzano un idillio di amorosi sensi. Pasquale Sommese, del Pd, presidente della commissione urbanistica, dice infatti: «E' uno strumento legislativo straordinario per rimettere in moto l'economia e dare una prima efficace risposta al disagio abitativo ». Gli fa eco il capogruppo in consiglio del Pdl, Pasquale Romano: «E' un'opportunità assolutamente strategica per garantire una risposta vera all'emergenza abitativa e per il rilancio dell'economia regionale». Fernando Errico, capogruppo Popolari- Udeur, invita a stringere i tempi: «Va approvato rapidamente ». Salvatore Ronghi e Francesco Brusco (Movimento politico per le autonomie), rispolverano l'immarcescibile piccolo abuso di necessità e presentano un emendamento che aprirebbe la strada a una nuova sanatoria. Analogamente Luigi Muro, assessore provinciale e vicesindaco di Procida, isola ripetutamente sfregiata dal cemento illegale, estrae dal cilindro un emendamento per applicare la procedura semplificata di condono agli immobili situati nelle aree con vincolo di inedificabilità relativa. Consegna la proposta al Pdl, il suo partito, poi si dimette perché il ruolo di consigliere è incompatibile con quello di assessore provinciale. Unica voce fuori dal coro, Tonino Scala, capogruppo de la Sinistra. Vede stagliarsi all'orizzonte l'intramontabile partito del mattone e annuncia battaglia con 1257 emendamenti: «Se questa legge dovesse passare, dopo le colate di lava del Vesuvio, questa volta, a seppellire l'intera regione saranno le colate di cemento e, grazie alla norma sul cambio di destinazione d'uso delle aree industriali dismesse, ci sarà l'assoluta desertificazione industriale del nostro territorio, un colpo mortale per l'economia e l'occupazione ». Quel che teme anche Luigi De Falco, segretario regionale di Italia Nostra: «Almeno in Lombardia il piano casa esclude le costruzioni che hanno già goduto dei condoni craxiani e berlusconiani. Qui da noi neppure questo » . Fabrizio Geremicca