Prato. Provincia e Soprintendenza presentano in Regione un progetto da 500mila euro E' una città etrusca estesa per almeno venti ettari quella che giace sotto Gonfienti, pari - in termini di grandezza - al cuore del centro di Prato. Entro gennaio 2011 sarà recuperata e resa fruibile a tutti a partire dalle strade (che saranno percorribili) e dai palazzi. Si sono trovati i soldi (manca solo l'ok della Regione) e gli scavi possono ripartire. Il recupero di Gonfienti costituisce il punto di partenza per realizzare un parco archeologico sostenuto dalla Provincia con un progetto da 500.000 euro, inserito nel Piano presentato alla Regione. La città sommersa è estesa 20 ettari Entro il gennaio 2011 potrebbe essere visitabile Trovati i soldi in Regione gli scavi riprendono BARBARA BURZI PRATO. E' una città etrusca estesa per almeno venti ettari quella che giace sotto Gonfienti, pari - in termini di grandezza - al cuore del centro storico di Prato. Entro il gennaio del 2011 sarà recuperata e resa fruibile a tutti a partire dalle strade (che saranno percorribili) e dai palazzi. Si sono trovati i soldi (manca solo l'ok atteso dalla Regione) e gli scavi possono ripartire. Il recupero di Gonfienti costituisce il punto di partenza per la realizzazione di un vero e proprio parco archeologico che comprenda la città etrusca "dei vivi" e quelle "dei morti" (con le necropoli di Artimino e Comeana), sostenuto dalla Provincia con un progetto da 500.000 euro, inserito nel Piano di sviluppo locale presentato alla Regione. La Provincia ha deciso di inserire il progetto nel Pasl (Piano di sviluppo locale), che consente di chiedere finanziamenti in vari ambiti e che nel corso degli anni può essere aggiornato. Approfittando di questa opportunità (la finestra d'aggiornamento per presentare il progetto, scadeva proprio oggi), la macchina amministrativa si è messa subito in moto interpellando la Soprintendenza ai beni culturali, che ha risposto alla chiamata in tempi record, con un elaborato scientifico realizzato dalla responsabile di zona Gabriella Poggesi. Un tesoro per Prato. «E' un progetto in cui crediamo molto», dichiara il presidente Lamberto Gestri, sottolineando la sintonia nata tra l'amministrazione provinciale e la Soprintendenza. «Gonfienti è una città, vogliamo valorizzarla - continua l'assessore allo Sviluppo economico Edoardo Nesi - L'interporto non rappresenta un ostacolo, loro stessi hanno tutto l'interesse che nei loro terreni (già vincolati) si sviluppi un polo culturale di questo tipo». «Il tesoro di Prato - precisa Gabriella Poggesi - non è la coppa di Douris recuperata durante gli scavi a Gonfianti, è questa città nuova che esisteva già 2600 anni fa e che spiega l'esistenza di Marzabotto al di là dell'Appennino. Improvvisamente sono sorte due città nuove, i due interporti degli etruschi, a controllo di una rete stradale importantissima il cui assetto urbanistico è stato pianificato a tavolino per collegare l'Etruria meridionale con l'Adriatico». Strade e palazzi da visitare. Il progetto prevede il completamento delle indagini archeologiche nell'area del lotto 14. Qui sorge il grande palazzo residenzale (la domus) di 1.400 metri quadrati, entro i quali sono stati trovati migliaia di reperti tipici del contesto domestico, ma anche suppellettili di ceramica attica con figure rosse a vernice nera, di cui è l'esemplare la coppa di Douris. Dopodichè gli scavi proseguiranno nella zona che congiunge il lotto 14 con i lotti 15FA e 15B dove gli archeologi lavoreranno per portare alla luce i due complessi residenziali. «Il completamento di questi interventi - spiega Poggesi - contribuirà a fornire indicazioni sulla viabilità del centro urbano esteso su circa venti ettari». Lavori al via da gennaio. I tempi e le modalità dei Pasl sono scanditi: a gennaio 2010 la Regione Toscana comunicherà se è stato accordato il finanziamento per avviare l'intervento «ma crediamo che sarà sensibile», afferma Nesi. Per quanto riguarda l'erogazione dei contributi, la Regione potrà finanziare il progetto fino a un massimo del 60 per cento, l'altro 40 spetta alla Provincia. «Se il Comune volesse contribuire, sarebbe ben accetto - dichiarano Gestri e Nesi - Finora non è stato coinvolto perché l'urgenza era quella di presentare il progetto nei tempi fissati dal Pasl e la Provincia si è offerta di fare da capofila. Si tratta di un impegno che durerà nel tempo e che vogliamo sia condiviso da tutti». Gonfienti, un polo turistico. «Tra i pratesi stessi c'è una sensibilità sul tema che promette bene», continua Gestri, precisando di voler accelerare i tempi di apertura del sito rendendo accessibili ai visitatori gli scavi stessi. Non solo ai cittadini, «che si scopriranno etruschi», ma anche ai turisti. «L'inserimento del parco archeologico all'interno degli itinerari etruschi nazionali sarà naturale - interviene il direttore dell'Apt, Alberto Peruzzini - Tutto dipende dall'accessibilità dell'area, dopodichè potrà diventare una destinazione attrattiva che Prato potrà reggere anche dal punto di vista numerico».