Il ministero del beni Culturali: «Il teatro ha ancora gravi problemi da risolvere, ha bisogno del commissario» GENOVA. «Finché questa città non si deciderà a trovare nuove risorse finanziarie per il suo teatro, ci sarà bisogno di un commissario». Parola di Giuseppe Ferrazza, commissario del Carlo Felice da più di un anno e il cui mandato, in teoria, scade proprio oggi. In realtà però il ministero dei Beni culturali lo ha già rinnovato, motivando la sua decisione con poche, disarmanti, parole: «Non è nostra abitudine - spiega il capo di gabinetto del ministero, Salvatore Nastasi - restituire alla città un teatro con ancora gravi problemi da risolvere». Per l'immagine della cittàè un duro colpo. Chi sperava che al commissario Ferrazza sarebbero bastati pochi mesi per riportare in ordine i conti del teatro genovese dell'opera, rilanciarne la programmazione e risolvere il problema del Fondo integrativo, deve fare i conti con una realtà ben diversa. Il bilancio, quest'anno, è di 22 milioni di euro, 9 milioni in meno rispetto al 2008; la programmazione, di qui a dicembre, è ai minimi termini: soltanto un'opera (Rigoletto), un balletto (Don Chisciotte) e un'operetta (La vedova allegra); sul Fondo integrativo, infine, l'incertezza continua a regnare sovrana. Creato negli anni Settanta per integrare le pensioni dei dipendenti del teatro, il Fondo era fallito nel 2004 mandando in fumo i risparmi accumulati anno dopo anno dai lavoratori. Ne è nato un contenzioso sfociato in una sentenza, del luglio 2008, con cui il Tribunale del lavoro di Genova ha condannato la Fondazione Carlo Felice a risarcire 76 suoi dipendenti ed ex dipendenti per un totale di oltre 4 milioni di euro. Spinti dal successo dei 76 ricorrenti, altri lavoratori ed ex lavoratori del Carlo Felice, a loro volta vittime del Fondo, potrebbero fare causa al teatro. Che si troverebbe così costretto a sborsare, complessivamente, più di 12 milioni. Per chiudere una storia che si trascina da ormai cinque anni, la Fondazione, pochi mesi fa, ha proposto un compromesso: 7 milioni e mezzo di euro, da spartire tra tutti i 300 e oltre iscritti al Fondo. Ma alcuni lavoratori non sembrano intenzionati ad accettare l'offerta, ritenendola troppo bassa. E se non accettano tutti, la trattativa salta. Sul Fondo, Ferrazza ostenta ottimismo. «Entro la fine d'ottobre - dice - metteremo d'accordo i lavoratori». Sulla situazione generale del teatro, un po' meno. «Per poter condurre una vita normale, il Carlo Felice avrebbe bisogno di risorse finanziarie che, al momento, non ha. Tutta la città dovrebbe capirlo. Prima si trovano i denari necessari, sottoforma di sponsorizzazioni private o finanziamenti pubblici, prima finisce il commissariamento. Pensare di poter mandare a casa il commissario senza investire un solo centesimo in più nel teatro, è una pura illusione».Francesco Margioccomargioccoilsecoloxix.it 30092009