ROMA I lavori sono ultimati; presto la biblioteca del Senato nel Palazzo della Minerva avrà la sua buvette. L'elegante struttura in vetro e metallo è sistemata sul terrazzo e gode di una vista strepitosa: a pochi metri, infatti, troneggia la bimillenaria cupola del Pantheon, che alcuni storici dell'architettura attribuiscono ad Apollodoro di Damasco. La clamorosa superfetazione si infrange contro tutte le regole che impediscono ogni aggiunta volumetrica e di superficie nel centro storico, soprattutto se modifica il profilo esterno degli edifici. Ma allo Stato tutto è concesso: per motivi di sicurezza. Il verandone, in stile Novecento, al momento ha ufficialmente una destinazione ancora incerta. L'amministrazione del Senato si limita a dire che la trasformazione della terrazza di Palazzo della Minerva, proprio a fianco del tempio adrianeo, è un'iniziativa del Provveditorato alle Opere pubbliche del Lazio che ha restaurato l'edificio, al tempo di Giovanni Gentile sede del ministero dell'Educazione. Il Provveditorato, raccogliendo le indicazioni sulle necessità del Senato riguardanti la biblioteca, ha pensato di «bonificare» la terrazza da «ingombri degradanti» costruendo una super-veranda «da mettere a disposizione di chi frequenta la biblioteca». Il Senato, comunque, non esclude «un utilizzo a scopo di ristoro». Palazzo Madama si sarebbe assicurato circa la corrispondenza dell'intervento edificatorio con le norme vigenti. E risulta che la sovrintendenza ai Beni architettonici ha dato il suo nulla osta. L'«operazione roof garden» con affaccio sul Pantheon è stata condotta facendo ricorso ai privilegi «regali» dello Stato. E' lo stesso provveditore del Lazio, Angelo Balducci, a spiegare che «è stata osservata una procedura di riservatezza» che mette gli operatori al riparo da qualsiasi condizionamento. Il cantiere è stato protetto da «un regime di secretazione». Un decreto legislativo (il 374) consente agli organi dello Stato di realizzare iniziative edificatorie in completa deroga ai piani regolatori ed ad altre norme urbanistiche. Ma anche lo Stato si deve fermare di fronte ai vincoli delle sovrintendenze. Il rilascio del consenso dei Beni architettonici non convince però uno dei paladini del Centro storico di Roma, l'assessore all'Ambiente del Primo Municipio Danilo Nuccetelli (Rifondazione). Il quale si appresta ad inoltrare un esposto alla Procura per accertare l'eventuale presenza di un «abuso d'ufficio». Il questore del Senato Mauro Cutrufo sembra particolarmente soddisfatto dell'opera. «Useremo la veranda anche per iniziative culturali come la presentazione di un libro. Eppoi c'è una vista stupenda».