"Non ho ascoltato solo cantautori, passo dalle melodie russe ai folk singer americani. Il mio riferimento è il blues" Di giorno ricercatore accanito di tesori artistici, di notte ironico e scanzonato creativo musicale In finale alle Targhe Tenco segue il solco ligure-piemontese tra Conte e Testa con lironia di Jannacci Il pianoforte (di seconda mano) glielo regalò suo zio «col monocolo», direttore del glorioso Hotel Colombia di piazza Acquaverde: era adolescente e suonava e cantava con il suo compagno di banco. È arrivato in finale alle Targhe Tenco per lopera prima di cantautore (il genovese Max Manfredi su tutti), ma di professione fa lo storico dellarte, funzionario della Soprintendenza per i Beni artistici e storici della Liguria dal 1981. Di giorno, fa avanti e indietro per la riviera di Ponente, sinfila nelle valli e scopre o cerca di salvare piccoli o grandi tesori incastonati sul territorio. Franco Boggero, genovese, classe 1956, suona da sempre, scrive da sempre, è sempre stato così: ecco perché fa puntuti gli occhi, dietro gli occhiali, e si diverte di questa attenzione che si sta concentrando su di lui. Il suo cd "Lo so che non centra niente" è splendido (Folkest edizioni, si trova solo da Orlandini in piazza Soziglia oppure si può ordinare online, su www. folkestdischi. com). Lo metti su e non puoi più smettere di ascoltarlo. Autore di innumerevoli saggi di storia dellarte, di un monumentale volume sugli argenti genovesi (con Farida Simonetti), di giorno. Ironico, scanzonato cantautore, di notte. Se bisogna tracciare delle coordinate per la canzone di Boggero, allora bisogna percorrere un po Paolo Conte, un po Enzo Jannacci, ma è solo il milieu. «Sono disordinatissimo negli approcci musicali - ride Boggero con la sua voce rocamente squillante - non ho mai ascoltato esclusivamente cantautori, passo dalla musica russa ai folk singer americani ai canti popolari: ho un solo punto di riferimento, forte, il blues». Sta scrivendo una canzone che ha per protagonista un alluce, ha appena presentato il restauro di un Crocifisso quattrocentesco a Loano. Nei suoi testi ci sono oggetti, persone, parole quotidiane, ma la costruzione, il ritmo rendono tutto rarefatto, allontanano e trasformano in esperienze assolute anche le ragioni di un marito che assicura alla moglie che il bambino sì, è caduto, perde sangue, ma lui lo guardava, stava solo fumando e leggendo il giornale. Unoperazione lessicale e formale dantesca, che mescola alto e basso, senza soluzione di continuità. «Boggero costruisce i suoi testi con oggetti e frasi di tutti i giorni, che inserisce in contesti stranianti», così lo racconta Marzio Angiolani, che lo ha analizzato nella sua tesi di laurea "La lingua e il dialetto nella nuova scuola genovese di cantautori". Autore di diversi saggi di linguistica della canzone italiana, Angiolani classifica larte di Boggero: «Sta nel solco della tradizione ligure-piemontese, da Giorgio Conte a Gianmaria Testa. Però aggiunge ironia, spinta quasi allassurdo, tanto che lo avvicina a Jannacci». Lincontro con Giorgio Conte, «che mi ha costretto a sostenere lesame di melodista non trascrittore alla Siae» spiega Boggero e poi con Mauro Spiccio, ricercatore allIst e pianista, che è pure coautore delle musiche nel cd: «Questo ha segnato la svolta», dice il cantautore. E, ultimamente, lincontro con Enrico De Angelis, direttore artistico del Tenco. Dieci anni fa, con Spiccio, un altro importante cantautore genovese Augusto Forin, si sono inventati il progetto "Arcivernice", dalla sostanza magica di cui si raccontava sul Corrierino dei Piccoli: facevano concerti in luoghi impensabili, gioielli culturali da salvare che, con la musica, venivano messi in luce, come nel giardino della villa di Carlo Levi ad Alassio. Retribuiti con una bottiglia di Pigato. A Genova suonerà, per la prima volta, al Teatro della Gioventù, il 6 novembre, alle 21.
GENOVA - Boggero e il suo doppio lo storico dellarte è diventato chansonnier
Franco Boggero, genovese, classe 1956, è un cantautore e storico dell'arte. Di giorno è funzionario della Soprintendenza per i Beni artistici e storici della Liguria. Di notte è un ironico e scanzonato creativo musicale. Il suo cd "Lo so che non centra niente" è stato accolto con favore. Boggero è stato influenzato dal blues e ha un approccio musicale disordinato. Ha presentato il restauro di un Crocifisso quattrocentesco a Loano e ha scritto canzoni con testi che mescolano oggetti e frasi quotidiane in contesti stranianti. Il suo stile è stato classificato come parte della tradizione ligure-piemontese, ma con un tocco di ironia e assurdo.
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