Lintervista «Senzaltro la scoperta nella vigna Barberini è di straordinario interesse per le particolari architetture venute alla luce. E la possibilità che si tratti della coenatio rotunda di Nerone citata da Svetonio è suggestiva. Ma attenzione, non è lunica strada da seguire» spiega larcheologo Adriano La Regina, autore di studi sul Palatino. Infatti in passato era stata identificata con la sala ottagona nella Domus aurea sul Colle Oppio. «Quella è una vecchia ipotesi. La coenatio di Nerone era di certo sul Palatino, cuore della dimora imperiale. E Alessandro Cassatella, 20 anni fa, ha proposto di identificarla nella struttura trovata sotto il triclinio fatto costruire da Domiziano, la coenatio Jovis». Le misure sono identiche? «No, la struttura neroniana precedente a quella domizianea misura 35 metri di diametro, il doppio del cerchio ritrovato adesso che mi pare un po piccolo visto che Svetonio parla della principale sala da pranzo del palazzo». Gli scavi con vista sul Colosseo vanno però avanti. «Certo, e potranno chiarire meglio forma e funzioni della struttura rinvenuta. Ma un primo, importante risultato è stato ottenuto: mettere in discussione lidentificazione sotto il triclinio di Domiziano. Così ora è riaperta la partita intorno alla misteriosa, meravigliosa sala rotante di Nerone». (c. a. b.)