Lurbanistica, si sa, a Napoli è materia infiammabile. Figuriamoci, poi, se si parla di rinnovamento o di riqualificazione del patrimonio urbano. Apriti cielo. Si ripresenta, allistante, il partito del no assoluto che si fronteggia con quello dello sviluppo edilizio. Prendiamo il "piano casa" approvato dalla giunta regionale a maggio scorso, che oggi viene esaminato in consiglio regionale. La Campania era stata la prima a prevedere misure urgenti per il rilancio dellattività edilizia, dopo lintesa di fine marzo fra lo Stato e le Regioni. Ebbene, da maggio ad oggi ben 12 consigli regionali hanno una legge per lintervento straordinario nel settore abitativo. Il nostro consiglio regionale comincia solo oggi a discutere il disegno di legge. Nel frattempo la commissione consiliare lo ha rimaneggiato e non conosciamo il nuovo testo. Ha migliorato quello della giunta o lo ha peggiorato? Sappiamo che la materia è delicata. Il nostro auspicio è che si trovi un punto di equilibrio, come scriveva Francesco Compagna su "Nord e Sud", dopo il terremoto del 1981, «che può consentire di sbarrare gli spazi alla speculazione e di allargare quelli necessari per dare alla imprenditorialità la possibilità e la convenienza di contribuire ad avvicinare lofferta di case alla domanda». Parole attualissime. Oggi aggiungiamo che si dovrà tenere conto di una migliore qualità delledilizia urbana rispetto a quella postbellica, che tranne qualche rara eccezione, è da rottamare perché è decisamente brutta e non antisismica. Il rilancio della produzione edilizia può essere un "obiettivo" perché avvicina lofferta di case alla domanda. Ma è anche uno "strumento" perché lindustria delle costruzioni si presta ad una manovra anticiclica, di contrasto congiunturale, con effetti positivi per lintero sistema economico. È un settore a basso contenuto di importazione e di spreco di energia; induce, inoltre, alla produzione tante altre piccole imprese collegate; infine, ha un effetto positivo sulloccupazione. In Campania vi è la stima di un alto fabbisogno abitativo insoddisfatto. Esso è una delle cause del fenomeno rilevante dellabusivismo e del consumo del suolo agricolo. Ci convince, allora, uno strumento legislativo che semplifichi e assegni le funzioni e il procedimento amministrativo, per consentire una rapida attuazione degli interventi di riqualificazione urbana ed ambientale del territorio. Ne beneficerebbe il tempestivo rilancio delle attività edilizie residenziali, anche per rispondere ai bisogni abitativi delle famiglie disagiate. Nei fatti è delineata una zona di decompressione del carico abitativo, che esalta il "corridoio nord-sud" che va da Capua a Battipaglia. Tutto ciò non contrasta e non deve contrastare con lesigenza di garanzia del governo del territorio: il consiglio regionale deve fissare le percentuali di aumento della volumetria ed escludere gli ambiti a rischio idrogeologico o di inedificabilità paesaggistica e culturale. In questa materia è indispensabile, come si è ricordato, lequilibrio ed è necessaria la collaborazione fra la Regione e gli enti locali, che deve essere specificata in modo chiaro nella prossima legge. Non possiamo perdere questaltra occasione.
PIANO CASA - CAMPANIA - Necessario un equilibrio
Il piano casa della giunta regionale è stato approvato e ora viene esaminato dal consiglio regionale. La Campania è stata la prima a prevedere misure urgenti per il rilancio dellattività edilizia. Il consiglio regionale ha rimaneggiato il disegno di legge e non conosciamo il nuovo testo. La materia è delicata e si spera di trovare un punto di equilibrio per sbarrare gli spazi alla speculazione e allargare quelli necessari per la produzione edilizia. Il rilancio della produzione edilizia può essere un obiettivo e uno strumento per contrastare la crisi economica.
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