Tutto un equivoco, a quanto pare. Quello all'esame del Consiglio regionale, di cui l'aula stamattina voterà il passaggio agli articoli, è un finto Piano casa. Quello vero, infatti, «è in fase di predisposizione e sarà trasmesso al Consiglio regionale nelle prossime settimane per essere approvato entro novembre ». La rivelazione dell'assessore all'Urbanistica Gabriele Asunis in chiusura della discussione sul ddl per il rilancio dell'edilizia in Sardegna ha suscitato reazioni ironiche nei banchi della minoranza che ha definito il provvedimento un "piano cemento". Il vero piano casa «conterrà - ha spiegato Asunis replicando alle critiche del centrosinistra - gli obiettivi del Piano nazionale di edilizia abitativa: garantire, cioè, il rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisogno con la costruzione di nuove abitazioni e con il recupero di quelle esistenti. Le risorse finanziarie saranno destinate ai nuclei familiari a basso reddito, alle giovani coppie e agli anziani in cond i z i o n i s v a n t a g g i a t e , a g l i studenti fuori sede e agli immigrati regolari, sempre a basso reddito». «DA NESSUNA PARTE è rappresentata qualsivoglia ipotesi di incremento volumetrico», ha detto Asunis riferendosi al provvedimento all'esame del Consiglio. «Gli interventi pre visti sono tutti sull'esistente e riferiti ad ambiti antropizzati. Nessuno ha pensato di usare un grimaldello per incidere sul nostro sistema territoriale con nuovi interventi». L'assessore ha poi cercato di ricucire con il Psd'Az dopo l'altolà dei Quattro Mori alla maggioranza sulla inviolabilità delle coste. Parlando delle zone da proteggere, come la fascia costiera, Asunis ha precisato che il testo «non tratta la costruzione di nuove case, a meno che non si faccia riferimento alle demolizioni di co- struzioni incongrue e al loro trasferimento», e che il Codice Urbani sul paesaggio non prevede il principio dell'inedificabilità assoluta. «Sulle aree tutelate - ha spiegato l'assessore - non sono ammissibili gli interventi che introducano modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione. Le possibilità edificatorie, intese come incremento delle volumetrie preesistenti, sono finalizzate al recupero paesaggistico degli ambiti, alla eliminazione dei manufatti incongrui che producono danni incredibili sul sistema territoriale. A mio giudizio è resa ammissibile la possibilità di migliorare le condizioni paesaggistico- ambientali di alcuni contesti seguendo in maniera rigida e puntuale il Codice Urbani ». L'opposizione si è dichiarata molto stupita del fatto che il ddl presentato dalla Giunta regionale e licenziato dieci giorni fa dalla Commissione Urbanistica non è il vero Piano Casa. «Non è un Piano casa, ma resta un Piano cemento», ha commentato con sarcasmo il capogruppo del Pd Mario Bruno. In difesa del Ppr, definito da Asunis "non coerente con il Codice Urbani", è intervenuto l'ex assessore regionale all'Urbanistica Gianvalerio Sanna. «Il Ppr adottato dalla precedente Giunta Soru non solo è completo e coerente con il Codice Urbani, ma trova fondamento anche sull'intesa siglata con il Ministero dei Beni Culturali», ha sottolineato, chiedendo di rimandare in commissione Urbanistica il ddl «perchè alcuni articoli rappresentano una violazione del Codice Urbani».
SARDEGNA - Piano casa, rivelazione di Asunis Entro novembre quello vero
Il Consiglio regionale stamattina voterà il passaggio agli articoli del ddl per il rilancio dell'edilizia in Sardegna. Tuttavia, l'assessore all'Urbanistica Gabriele Asunis ha rivelato che il vero Piano casa è in fase di predisposizione e sarà trasmesso al Consiglio regionale nelle prossime settimane. Il ddl all'esame del Consiglio è stato definito un "piano cemento" dalla minoranza. Asunis ha spiegato che il vero piano casa conterrà gli obiettivi del Piano nazionale di edilizia abitativa, garantendo il rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisogno con la costruzione di nuove abitazioni e il recupero di quelle esistenti.
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