Sorgerà sullAurelia. Allo studio la costruzione, a spese del club, di un metrò leggero per arrivarci Rosella Sensi chiede scusa alla platea: «Sono commossa, questo era il sogno di mio padre», dice presentando il progetto dello stadio della A.s. Roma. Il "Franco Sensi", ideato dallarchitetto Gino Zavanelli, è un tempio del calcio avveniristico, super tecnologico, maestoso, ecosostenibile da 55mila posti, realizzato "allinglese" ovvero con gli spettatori della tribuna distanti solo 9 metri dal campo, e le panchine delle due squadre inserite negli spalti. Almeno sulla carta. Un sogno che il club giallorosso vuole trasformare in realtà, un punto fermo dal quale ripartire per creare risorse. Fine dei rumors, dunque. Il "Franco Sensi" nascerà su di unarea a ridosso dellAurelia, fra il nono e il 13esimo chilometro. Un luogo strategico, spiegano i tecnici del club, raggiungibile da quattro punti del raccordo anulare e che potrebbe avvalersi anche di una metropolitana leggera che congiunga la struttura alla fermata più vicina della linea A. Il tutto a spese della società. «Risolvere laspetto della mobilità è una faccenda prioritaria», spiega il sindaco Alemanno che con il presidente della Regione, Piero Marrazzo, ha partecipato alla presentazione del progetto. Dopo 24 "tentativi" - tante sono state infatti le aree prese in esame - sono stati individuati e considerati idonei quei 135 ettari di terreno di proprietà del Gruppo Scarpellini distanti dal Campidoglio solo otto chilometri. Ora, però a preoccupare la società A.S. Roma sono soprattutto i ritrovamenti archeologi avvenuti su una zona confinante con quella dove dovrebbe sorgere il "Franco Sensi". «Non cè un punto a Roma dove questo non accada - spiega il geometra Coricini - ma i due siti emersi (una necropoli romana e una villa di età imperiale, ndr) distano dalla nostra zona 300 metri». Dopo aver superato il lungo iter burocratico, la speranza della società è che veda la luce la nuova icona della Capitale, riconoscibile dallalto, «da chi sta atterrando a Fiumicino». Un mondo giallorosso, con tanto di parchi, laghetto, mega parcheggi per un totale di 10 mila posti, e soprattutto «aperto sette giorni su sette, 365 giorni lanno», spiega la Sensi. Una scommessa che ha trovato, almeno in questo primo step, il sostegno di Comune e Regione. E che dovrebbe prevedere anche la costruzione di 3mila appartamenti e di un laghetto artificiale nei pressi. E proprio il governatore Marrazzo dice: «Bisogna affermare davanti alla città che è giusto che la Roma abbia il proprio stadio». Mentre restano senza risposta, al momento, questioni come il costo totale del tutto, chi lo finanzierà e chi lo costruirà. Solo su questultimo punto la Sensi dice: «Puntiamo a dare lavoro a realtà locali, ma la nostra è una società quotata in borsa e sarà fatta una gara dappalto».