Vedrà la luce oggi, al centro sportivo "Fulvio Bernardini" di Trigoria, il progetto del nuovo stadio della Roma, che sarà presentato dalla presidentessa Rosella Sensi, dal sindaco Gianni Alemanno e dal governatore Piero Marrazzo. Un piano intorno al quale, però, crescono obiezioni e perplessità. A partire dal sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, che frena sul progetto del nuovo impianto di Colle Aurelio, ricordando come la discussione debba ancora essere approfondita: «Sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma non c'è nè da parte mia nè del ministero alcun pregiudizio, ma abbiamo il preciso dovere dettato dalla Costituzione e datte leggi in vigore di verificare il progetto nel dettaglio e di valutarne l'impatto sul paesaggio - sottolinea Giro - Per questo motivo ci è sembrata una bizzarria convocare una conferenza stampa con i giornalisti per lanciare il progetto il giorno prima della riunione del tavolo interistituzionale fra Comune di Roma e ministero, quando valuteremo insieme le carte». Senza questo passaggio, spiega l'esponente del Governo, «il progetto non può andare avanti, lo dico da sottosegretario ai beni culturali, e da uomo politico di Roma aggiungo che vorrei capire bene come stanno le cose: non vorrei che dietro la costruzione di un nuovo stadio di calcio si celassero propositi speculativi». Un conto, sostiene il sottosegretario, «è costruire un nuovo impianto sportivo, un conto è realizzare una nuova centralità con del residenziale, del commerciale, e quant'altro. Personalmente non sono affatto contrario alla costruzione di un nuovo stadio di calcio, visto che l'Olimpico ha caratteristiche polivalenti, ma è proprio necessario costruirne due?». Dubbi arrivano anche dal centrosinistra: «E davvero singolare che si presentino alla stampa e alla tv i progetti del nuovo stadio della Roma, prima che di questi se ne parli nelle sedi istituzionali interessate - scandisce Enzo Foschi (Pd), vicepresidente della commissione sport della Regione Lazio - Sono preoccupato, non vorrei che lo stadio, esigenza legittima, attesa dai tifosi e opportunità per l'economia dell'As Roma e della Ss Lazio, alla fine possa divenire il mero pretesto per operazioni immobiliari di enormi dimensioni che nulla hanno a che fare con le squadre di calcio e tanto meno con i loro tifosi ma molto, invece, con la valorizzazione urbanistica di aree private e ben oltre l'esigenza economica dettata dai costi per la realizzazione dei due nuovi impianti». Secondo Foschi, «è tempo, quindi, che si convochino le sedi proprie per illustrare e per entrare nel merito dei progetti. Romanisti e laziali, sicuramente, ma prima di tutto i cittadini che vogliono il bene di questa città». Perplessità arrivano anche dal Wwf Lazio: «Le continue esternazioni sul progetto dello stadio della Roma non fanno altro che confermare ulteriormente i dubbi e i timori circa il consumo di territorio in nome di interessi esclusivamente privati che si celano dietro quest'operazione - si legge in una nota dell'associazione ambientalista - Quello che interpretiamo come nervosismo del sindaco Alemanno nelle dichiarazioni apparse sui giornali, crediamo derivi dal fatto che dalle parole dell'assessore all'ambiente (Fabio De Lido, ndr) si possa comprendere la fondatezza dell'allarme lanciato dal Wwf: centro commerciale più grande d'Europa, appartamenti ed altre infrastrutture sapientemente intramezzati da qualche parola che richiami l'ambiente». Più che una risposta ai tifosi, argomenta il Wwf, «d'iniziativa sembra contenere in sé l'ennesima operazione speculativa a danno di tutti i cittadini, con un ulteriore indiscriminato attacco all'agro romano con inaccettabili deroghe agli strumenti pianificatori vigenti. È per questo - conclude la nota - che chiediamo a tutti i tifosi di non farsi confondere dalle facili promesse, affinché il calcio non venga retrocesso a mero servizio di possibili dinamiche politiche e affaristiche ma mantenga la dignità sportiva che è il vero patrimonio di tutti gli appassionati di calcio». Il progetto prevede uno stadio da 55 mila posti. A Massimina, a poca distanza dal luogo dove è previsto il nuovo impianto, sorgerà un nuovo centro con insediamenti residenziali e servizi per 650 mila metri cubi. A tre chilometri di distanza, in zona Tescaccio, è invece previsto un mega centro commerciale da 800 mila metri cubi, con annesso il terzo store romano di Ikea. L'impianto sportivo sarà all'inglese: con museo della squadra, negozio del merchandising ufficiale, ristoranti e bar.