Il giorno in cui chi sa dovrebbe finalmente dire tutto. Argomento lo stadio, o meglio il nuovo stadio della Roma, il cui progetto, con tutti gli annessi e connessi del caso, verrà presentato stamattina, alle 11, in quel di Trigoria. Ci sarà, ovviamente, il presidente Rosella Sensi e ci saranno pure il sindaco Alemanno ed il governatore Marrazzo. Non mancherà la squadra, l'architetto Gino Zavanella (il progettista dell'impianto) e una rappresentanza del XVIII Municipio. Che, giovedì scorso, per bocca del presidente Daniele Giannini aveva fatto sentire la sua voce a riguardo: «Apprendo solo dai giornali che ci sono progetti urbanistici di tale portata su un'ampia area del nostro territorio. Non abbiamo nulla di contrario, in linea di principio, alla costruzione di uno stadio che modificherà decisamente la viabilità e l'urbanistica della zona. Chiediamo di poter avere voce in capitolo nella progettazione dell'insediamento, anche a nome delle migliaia di cittadini romani di questo territorio». Lo stadio (intitolato a Franco Sensi e con una capienza da 54.500 spettatori), infatti, dovrebbe sorgere all'altezza dell'undicesimo chilometro della via Aurelia, più o meno nei pressi di Via della Monachina. Sempre meglio usare il condizionale, specialmente in Italia dove ogni tanto anche i progetti approvati in tutto e per tutto restano tali o diventano dei lunghi ed interminabili calvari. Un esempio, sempre restando in ambito Roma, è dato dai 29 ettari della Cittadella dello sport tra Torrevecchia e Quartaccio, deliberata nel marzo 2006 dall'ultimo consiglio comunale del primo mandato di Walter Veltroni in Campidoglio e pronosticata pronta «in meno di cinque anni», di cui, oggettivamente, non si parla più da un po' di tempo. Quindi anche sul nuovo stadio, che dovrebbe sorgere in 4-5 anni, è sempre meglio usare un minimo di cautela e prudenza. Come ha detto, non più tardi di sabato scorso, il sindaco Gianni Alemanno in persona: «Tutte le notizie che sono state diffuse hanno parti vere ed altre di fantasia. Quando verrà presentato il progetto ricomincerà un iter di verifica sia con le istituzioni che con i cittadini. Non c'è nulla di definitivo e di deciso. C'è una proposta e su questo lavoreremo per rendere compatibili tutte le esigenze: quelle ambientali, quelle della tifoseria e quelle della cittadinanza». ieri, oltre al Wwf («dietro all'operazione si celano degli interessi privati»), ha parlato dello stadio anche Francesco Giro, sottosegretario ai beni e alle attività culturali: «Non c'è nessun pregiudizio sulla realizzazione del nuovo impianto della Roma, ma ci è sembrata una bizzarria convocare una conferenza stampa per lanciare il progetto il giorno prima della riunione del tavolo interistituzionale fra Comune di Roma e Ministero». «Senza questo passaggio ha spiegato Giro il progetto non può andare avanti. Non vorrei che dietro la costruzione di un nuovo stadio di calcio si celassero propositi speculativi. Perché un conto è costruire un nuovo impianto, un altro è realizzare una nuova centralità con del residenziale, del commerciale e quant'altro». Oggi si saprà qualcosa.