A Pozzuoli per vedere la Piscina Mirabilis, una cisterna davvero mirabile dalle arcate altissime da cui i romani prendevano acqua, bisogna bussare alla casa di una signora che lì vive. E il Museo di Pozzuoli? Zeppo di reperti romani, restaurato in un progetto per i Campi Flegrei costato 200 milioni di euro, è tristemente chiuso. A Roma archeologi non più tanto giovani restaurano spesso a contratto scaduto anfore, vasi, statue romane che però non verranno esposti perché il progetto per mostrare quei reperti non è stato finanziato. Domenica sera su Raitre scorrevano queste e altre notizie - perché di notizie e non di fuffa si tratta - sul terzo canale della Rai. A quel programma di vere inchieste sul campo - per di più pacato nei toni - che è Presa Diretta di Riccardo lacona, Francesca Barzini e Domenico lannaccone. Quando si dice un servizio pubblico per i cittadini. La puntata tirava fuori magagne dei beni culturali. Ad esempio il segretario di settore della Uil Gianfranco Cerasoli, davanti alla telecamera all'inviato Rai, accusa: «La società intermininisteriale Arcus creata per far investimenti e dare finanziamenti dal 2004 ha spalmato oltre 250 milioni di euro per 300 progetti non sempre utili, tanto che la Corte dei Conti ha scritto che è diventata una mera agenzia per i ministri e che trascura i canoni di trasparenza». L'Arcus, mette in risalto Presa Diretta, ha tra l'altro finanziato il restauro di un palazzo di proprietà del Vaticano in piazza di Spagna (2 milioni di euro) con Pinacoteca mai vista da nessuno perché mai nata. E conclude con la scuola dell'Istituto centrale del restauro a Roma: come quella parallela dell'Opificio a Firenze, da 3 anni non accoglie più nuovi studenti perché il ministero non aveva scritto il regolamento che doveva scrivere per farla ripartire dopo che era stata equiparata al diploma universitario. Dovrebbe ripartire nel 2010, però quel vuoto pluriennale, e dipeso da più ministri, resta incolmabile.