Consoliamoci: poteva andare peggio. Nell'anno della grande recessione il turismo italiano chiude la stagione estiva limitando i danni. Per il ministro Michela Vittoria Brambilla, che ieri ha diffuso il rapporto annuale sul settore, il «prodotto Italia» ha tenuto sui mercati internazionale e in taluni casi ha reagito meglio dei concorrenti diretti. A fronte infatti di un calo mondiale dei flussi turistici stimato tra il 4 e il 6 nel 2009, la riduzione delle presenze straniere da noi si è fermata al 2,8 nella prima metà del 2009. I viaggiatori internazionali continuano ad arrivare ma spendono meno: quest'anno hanno ridotto i pernottamenti negli alberghi dell'8,4 e la spesa totale del 10. Un calo che colpisce i bilanci delle imprese e riguarda tanto il turismo di piacere che il settore business. Intanto dopo le disavventure vissute da diversi viaggiatori stranieri durante l'estate, Brambilla ha annunciato la «linea dura»: a fronte di truffe e disservizi, d'ora in avanti il ministero si costituirà parte civile e chiederà i danni agli operatori scorretti che danneggiano l'immagine del turismo italiano. I dati. Nel complesso il fatturato delle strutture alberghiere nazionali è diminuito tra gennaio e settembre del 7,9 rispetto allo stesso periodo del 2008. Si tratta di una perdita secca di 683 milioni di euro, come ha sottolineato il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, La riduzione delle entrate, secondo il ministro Brambifia, è frutto per anche di un'oculata politica di ribasso dei prezzi da parte degli hotel nel tentativo, almeno m parte riuscito, di non perdere la clientela in un momento di crisi. Nel primo trimestre, in termini di occupazione delle camere, il turismo della neve ha consentito di chiudere in pareggio il confronto col 2008. Poi c'è stato un calo primaverile, una lieve flessione in luglio (-0,4) e una risalita in agosto ( 1,7). A soffrire di più sono stati le città d'arte e il turismo termale mentre il mare e la montagna hanno retto meglio. La crisi ha spinto anche una parte dei turisti italiani a rinunciare alle vacanze all'estero a favore di mete nazionali, controbilanciando così il minore afflusso in entrata. Ed ha ingrossato le fila di chi sceglie case e camere in affitto (3) invece degli hotel. I dati dell'Istat sulla settimana clou del Ferragosto confermano la sostanziale tenuta delle presenze: gli alberghi hanno registrato, rispetto allo scorso anno, un calo dello 0,9 degli arrivi e un aumento dello 0,7 delle giornate di permanenza. Gli abusi. In futuro comunque il turismo italiano, secondo il ministro, dovrà puntare più sulla qualità e l'affidabilità dell'offerta che non su una politica di ribassi generalizzati dei prezzi. Forte del suo patrimonio storico e naturalistico l'Italia ha bisogno di recuperare credibiità all'estero: «Quest'estate è stata contrassegnata da troppi episodi sgradevoli ammette Brambilla disservizi, anche nel settore aeroportuale, abusi, raggiri come nel caso del conto- record fatto pagare a due turisti giapponesi in un ristorante romano». Una pessima pubblicità per il Belpaese. Il ministero intende così attivare una commissione di vigilanza, d'intesa anche con il ministero delle Finanze, e un call center multilingue anti-truffa a disposizione dei turisti.