Un grido d'allarme per salvare il Gattamelata è stato lanciato da Giovanna Baldissin Molli, docente di storia dell'arte rinascimentale dell'Università di Padova, durante il convegno del su "Cultura, arte, committenza al Santo nel Quattrocento", promosso nei giorni scorsi dal Centro Studi della basilica del Santo: «Sono chiare le pietose condizioni - dice - in cui giace la celebre scultura di Donatello, elevata su piazza del Santo nel 1453. È inderogabile un intervento urgente per salvare l'opera aggredita anche dal guano dei colombi. Le foto a proposito sono spaventose. Richiamo la necessità di un intervento per la situazione invereconda in cui si trova la scultura». L'allarmante stato era già stato evidenziato da Costanza Scarano Argirò nel 2000: in un suo studio aveva rilevato» gravi problematiche sull'equilibrio statico del monumento equestre in relazione al suo basamento, con una situazione di particolare sofferenza e evidenti effetti di corrosione della statua bronzea. I presidenti della Veneranda Arca de Santo, cui spetta la tutela della cittadella antoniana, hanno sempre risposto che la situazione era sotto controllo. Durante il convegno, il professore Lamberto Briseghella, docente universitario e direttore del cantiere di restauro della cappella dell'Arca ormai ultimato, aveva espresso un'opinione non pessimistica sulla situazione della scultura, pagata a Donatello 1650 ducati, all'epoca una cifra astronomica. «Nel 1965 il professor Marabelli - afferma il massimo studioso di metalli, aveva affermato che lo stato della scultura non era compromesso. Può darsi che nel frattempo siano intervenuti elementi che ne hanno peggiorato la salute. Alcuni anni fa dovevamo iniziare un intervento, a salvaguardia definitiva della statua di Gattamelata. Un cittadino napoletano aveva promesso il suo intervento finanziario, ma poi non si è fatto più nulla. Con lui siamo riusciti a portare a termine, in città, il restauro della statua di Garibaldi, e solo dopo numerose traversie. L'idea era di sponsorizzare, con il placet del Ministero dei Beni Culturali, il restauro di cento statue italiane, dietro riscossione, da parte del proponente, di denaro presso vari enti, in cambio di pubblicità sui ponteggi. Poi, per la crisi finanziaria, tutto è finito nel dimenticatoio. Avevamo già commissionato il progetto d'intervento all'Istituto Centrale di Restauro e all'Istituto della Pietre Dure di Firenze, con una spesa di 100 mila euro, ma non si è andati pi in là, perché l'intervento veniva a costare 800 mila. L'intenzione era di tirare giù l'originale del Gattamelata per poi esporla al Museo, farne una copia in bronzo e metterla in piazza del Santo. Siamo in attesa di sponsor». Leopoldo Saracini, uno dei presidenti della Veneranda Arca, dice: «L'intervento di salvaguardia e restauro del manufatto è urgente ed è seguito dalla Sovrintendenza. Ci sono offerte di vari enti, ma bisogna avere tempo per effettuare una giusta scelta, non facile, perché bisogna studiare la scultura e vedere se conservarla in uno spazio protetto o realizzare periodici interventi di salvaguardia, lasciandola alla fruizione della gente in piazza del Santo».