Il reportage La patria delle cave di Michelangelo punta sul business della cultura per contrastare il calo dei fatturati L o spirito di Michelangelo è sospeso sulle Apuane e i vecchi cavatori raccontano incontri impossibili sui sentieri delle grandi montagne. Dicono, divertiti, di percepire la presenza del Maestro quando, alla sera, la brezza dei monti si unisce al salmastro del mare di Versilia e Liguria. Oppure quando, un'ora prima del tramonto, i raggi obliqui del sole illuminano le cave e trasmutano il colore bianchissimo del marmo in una tonalità rosea e indefinibile. E allora le cave delle Apuane diventano anch'esse opere d'arte, statue e capolavori, come le figure immortali del Buonarroti. Non esiste giorno che Carrara svegliandosi non guardi ad ovest verso il suo tesoro. Marmo bianco e purissimo, da secoli sfruttato nella lunga e redditizia filiera estrattiva. Ricchezza economica e pure unicum turistico. Una visita al bacino di Fantiscritti è un'esperienza multisensoriale. Nel ventre della montagna si nasconde una reggia ciclopica: architettoniche figure, magistrali geometrie. Più in alto c'è la cava dei poeti, da anni dismessa, e trasformata dal 2002 in un'istallazione permanente di poesia. Qui, sulle pareti marmoree, sono stati scolpiti versi donati da grandi poeti. Come la struggente lirica di Fernanda Pivano «Dove sono i poeti, poeti di sempre Che sempre hanno dato amore e pace Che sempre hanno dato la vita per evitare le guerra Che sempre hanno sognato prati profumati di fiori... » Come la statua del dio Giano, Carrara oggi è un'entità urbanistica dai due volti. C'è la città industriale, che la crisi internazionale ha colpito duramente, e c'è la capitale della scultura con lo sguardo orientato alla bellezza. Far convivere le due realtà non è facile. E non è un caso che un unico assessorato unisca due materie a prima vista opposte: attività produttive e turismo. «La caratteristica principale della città resta agganciata all'attività estrattiva spiega l'assessore Andrea Zanetti, che è pure vice sindaco anche se da alcuni anni abbiamo iniziato una riflessione su un nuovo modello di sviluppo. Che punterà sul turismo integrato all'industria. La svolta nel 2011 quando sarà completata la Strada dei Marmi, 140 milioni di euro di investimenti, un'arteria che collegherà i monti al mare e permetterà ai mezzi pesanti di non attraversare più il centro o lo libereranno da rumori e polveri. Poi abbiamo avviato un progetto per il riassetto dei bacini marmiferi e una loro armonizzazione con le attività estrattive e il turismo. In città è stato appena inaugurato il museo del marmo e nell'ex convento di San Francesco sta per essere allestito il museo delle arti plastiche». Fermenti, bagliori di luce. Che stanno rischiarando una notte a tratti profonda. Il vento della crisi mai aveva spazzato così violentemente l'intero comprensorio del marmo. Il distretto lapideo (1,8 milioni di euro l'anno, Versilia compresa) ha affrontato il suo annus horribilis. «I problemi maggiori li abbiamo avuti negli ordini di macchine e impianti della lavorazione delle pietre spiega Andrea Balestri, direttore Assindustria della provincia di Massa Carrara . La caduta ha raggiunto in alcune casi punte del 50, mentre la lavorazione delle pietre ha subito una flessione del 20». Meglio è andata nel settore dell'estrazione delle cave. «Anche qui c'è stata una flessione continua Balestri che però non ha superato il 3. Per fortuna, in questo caso, è stata fondamentale l'immagine eccellente che il marmo di Carrara ha in tutto il mondo». Ecco così che turismo, cultura e impresa diventano un sostegno per l'industria del marmo. Cultura intensa non solo come scultura. C'è l'eccellenza del gusto, per esempio, e Colonnata, famosa in tutto il mondo per il lardo, è incastonata nei bacini marmiferi. Poi c'è l'anarchia, non ideologica, bensì culturale. A Carrara, vicino al cimitero, trionfa la statua in ricordo dell'anarchico Gaetano Bresci, il regicida. La cultura anarchica è essenza della città. In bilico, anch'essa, tra un passato e un futuro incerto. L'emblema di questa sospensione è il Germinal, la sede storica degli anarchici, oggi chiusa perché l'edificio che l'accoglie è pericolante. Sarà restaurato. E racconterà l'altra storia e l'altra cultura della bianca Carrara.