caro direttore, nove anni fa, quando partì il metrò del mare, il governatore Bassolino parlò di «prima volta». Scrissi su questo giornale che egli doveva soffrire di una «sindrome della prima volta». Dopo nove anni, sicuramente un tempo bizzarro per festeggiare un anniversario, a meno che non si sia già rassegnati a non esserci negli anni futuri, con grande pompa si sono ricordati i risultati di questa che il Corriere del Mezzogiorno definisce un'«intuizione eccezionale» dell'assessore ai Trasporti Cascetta. Essendo ancora vivo, mi piace ricordare che gli aliscafi arrivavano nel Cilento già nel 1986 (delibera della Gazzetta regionale numero 4078) e così di seguito negli anni successivi fino a istituire, nel 1988, formalmente, un «metrò del mare», che si articolava, anche da Salerno, fino a tutti i porti del Cilento e, quindi, nell'area Flegrea e sull'isola d'Ischia con una digressione a Procida porto della Chiaiolella , che in questi nove anni inopinatamente cancellato. Nel 1988 fu istituita anche la «carta del turista», che consentiva, sull'isola d'Ischia, sia l'utilizzo del metrò del mare che dei mezzi di trasporto a terra della Sepsa e di Pegaso, insieme ad uno sconto sugli aliscafi per i turisti. Tutto questo concerto di iniziative si inseriva in quello più ampio delle «vie del mare», in esecuzione della legge regionale numero 4 del 1984. Non vorrei essere autocelebrativo, ma quelli che hanno memoria lunga e non preconcetta ricordano cosa significò per lo sviluppo del turismo quella strategia, che costava alla regione meno di 11 miliardi di vecchie lire. Quella strategia terminò per decisione della giunta presieduta dal compianto Giovanni Grasso e solo con l'assessore Cascetta fu ripresa, limitatamente però al solo metrò del mare, che, certamente, si è sviluppato positivamente e con largo spiegamento di mezzi. Non mi rammarico di non essere stato incluso nella pletora delle medaglie distribuite, mi preme solo ripristinare, ancora una volta, la verità storica: il mondo, anche per i trasporti marittimi, esisteva già prima dell'inizio dell'era che va melanconicamente a concludersi. C'è poi una questione di stile: ma, si sa, lo stile è un problema solo per chi non lo ha. Franco Iacono Già assessore ai Trasporti della Regione Campania C apisco lo stato d'animo di chi una volta è stato assessore regionale ai Trasporti e oggi è un semplice utilizzatore finale di aliscafi. E capisco anche la sua velenosa polemica contro la retorica della «prima volta», pari sola, per insistenza e insopportabilità, a quella del «nuovo inizio». Mettiamoci però nei panni dell'attuale assessore, che tanto si dà da fare, non solo per realizzare, ma anche per pubblicizzare le sue stazioni del metrò, i suoi porti, e, speriamo, anche le sue funivie. A proposito: ne ha promesse tre, una in Penisola sorrentina, una in Costiera amalfitana e un'altra a Napoli dal Museo Archeologico a quello di Capodimonte. Allora, che cosa avrebbe dovuto fare Cascetta? Avrebbe dovuto ricordare che altri prima di lui avevano avuto la stessa idea? O convocare Iacono e dargli una vistosa medaglia al merito? Suvvia, non esageriamo. Piuttosto, il dato curioso è quello dei nove anni. Siamo abituati agli anniversari «tondi»: cinque, dieci, venti, cinquant'anni. Ma nove, perché? Forse qui Iacono ha davvero ragione. Forse davvero a Palazzo Santa Lucia c'è chi ha valutato come azzardato aspettare un altro anno ancora, vale a dire, l'anno delle prossime elezioni regionali. Ma la paura fa novanta, non nove.