L'intervista Lo storico dell'arte: «Un manifesto degli intellettuali? Servirebbe a poco, però non negherei la mia firma» De Seta: la Regione potrebbe pagare la vigilanza NAPOLI Professor De Seta ha visto la trasmissione con lo scempio del museo di Baia? «Sì, l'ho vista. Ottima devo dire. Una situazione imbarazzante; angosciante direi». Cesare De Seta, storico dell'arte e dell'architettura moderna e contemporanea insegna all'Istituto italiano di Scienze umane, Firenze- Napoli. Ha insegnato periodicamente all'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e in altri sedi universitarie all'estero. Il suo è il commento di un intellettuale ferito. Una struttura finanziata con risorse comunitarie. In Campania la Scabec è deputata a rendere più efficace ed efficiente la produzione di cultura. In questo caso pare che non sia così. «Questo deve per l'appunto chiederlo ai responsabili della Scabec». Il museo di Baia resta chiuso per mancanza di custodi. La Soprintendenza di Napoli e Pompei afferma che le assunzioni sono di competenza ministeriali. Ci si ritrova? «Sicuramente, alle assunzioni procede il ministero dei Beni culturali, che ha una direzione dedicata alla gestione del personale. Devo dire tuttavia che non è detto che la Regione non possa pensare essa stessa a pagare i custodi». Può spiegarsi meglio? «In casi come questi la Regione ha tutta la possibilità di pagare i custodi per permettere l'apertura delle sale. E' già successo, finanziando il prolungamento degli orari di apertura del museo di Capodimonte ». Pensa a cooperative di giovani sostenute dalla Regione? «Non so se questo è possibile. So che in Umbria questa strada è stata percorsa». Uno sconcio del genere non crea sommovimento di coscienze fra voi prof? Ad esempio, crede possibile un manifesto degli intellettuali per tenere aperto il museo di Baia. «Io non credo a queste iniziative, questi strumenti non smuovono la politica nostrana. Comunque, se qualcuno redigesse un manifesto del genere non negherei la mia firma». Pa. Man.