Il progetto Oggi la presentazione. Francesco Giro: «No alle speculazioni» Una specie di otto, con un cerchio più grande ed uno più piccolo, immerso nella campagna romana, tra Colle Aurelio, via della Monachina e Casalotti: così, vista dal-l'alto, si presenta l'area dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma, stando almeno alla cartina visionata da Comune e Regione nelle scorse settimane. Il progetto sarà presentato questa mattina, a Trigoria, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno e del presidente della Regione Piero Marrazzo, ma alcuni particolari sono trapelati. L'impianto sarà di 55 mila posti, circa, con una struttura di color grigio, futuristica, a forma di ellisse. Uno stadio con impianto fotovoltaico, coperto: sulla parete esterna, un gioco di immagini, con un banner su cui scorreranno pubblicità e video di gioco, ed uno schermo dove saranno proiettati i volti dei calciatori più importanti. Nelle simulazioni mostrate, ad esempio, c'erano Francesco Totti e Daniele De Rossi. La progettazione dello stadio è abbastanza avanti, e questo farà storcere il naso al ministero dei Beni culturali. Ieri, sull'argomento, è intervenuto il sottosegretario Francesco Giro: «Non abbiamo pregiudizi, ma abbiamo il dovere di verificare il progetto e valutarne la compatibilità ambientale. Per questo ci è sembrata una bizzarra idea convocare una conferenza stampa il giorno prima del tavolo interistuzionale al Mibac». Il sottosegretario conferma i dubbi della Soprintendenza: «Vogliamo vedere le carte. Senza questo passaggio il progetto non può andare avanti. Non vorrei che si celassero propositi speculativi: un conto è costruire un nuovo stadio, un altro è realizzare una nuova centralità con del residenziale, del commerciale e quant'altro. In quel caso occorrono delle varianti urbanistiche e sarebbero impensabili fughe in avanti e scorciatoie, visto che di cubature Roma ne ha già parecchie». La Roma, in difficoltà finanziaria con le banche, conta molto sul nuovo stadio: «Non mi scandalizzo. Ma non vorrei che il risanamento dei bilanci sia l'unico obiettivo di Roma e Lazio». Domani, al tavolo del ministero, verrà posta un'altra questione: perché costruire su terreni privati (quello della Roma è del gruppo Scarpellini)? Perché non cercare aree pubbliche, dove fare solo gli stadi senza tutto quello che gli ruoterà intorno? Sono gli stessi dubbi che hanno fatto frenare Alemanno, che pure si è molto speso a favore dei due impianti. Il sindaco, a Rosella Sensi, ha posto una condizione: che il nuovo impianto sia costruito senza che il Comune spenda un euro. E questa sarà una delle risposte attese oggi: la Roma da dove tirerà fuori i soldi necessari? Oltre allo stadio, infatti, si prevede un complesso residenziale, un centro commerciale, un laghetto artificiale, probabilmente il museo giallorosso. In più, c'è almeno un'opera di urbanizzazione: il collegamento, con metropolitana leggera, dallo stadio a Casalotti dove dovrebbe essere portata la linea A. Tre gli svincoli del raccordo coinvolti: Aurelia, Monte Spaccato e Boccea. Il quarto sarà quello previsto nella nuova centralità di Massimina. Di cubature, al momento, non si è parlato. Così come del costruttore a cui sarà affidato il progetto. Rebus che, forse, saranno svelati oggi.
ROMA - URBANISTICA. Il nuovo stadio fa già litigare
Il progetto per il nuovo stadio della Roma è stato presentato a Trigoria, con un impianto di 55.000 posti, coperto e dotato di tecnologie innovative come l'impianto fotovoltaico e schermi per proiettare video e pubblicità. Il progetto è stato criticato dal sottosegretario Francesco Giro, che ha espresso dubbi sulla compatibilità ambientale e sulla necessità di una valutazione approfondita. Giro ha anche sollevato questioni sulla convenienza di costruire su terreni privati e sulla necessità di considerare aree pubbliche per il complesso. Il sindaco Gianni Alemanno ha posto una condizione per la costruzione del nuovo stadio: che il Comune non spenda un euro.
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