La curiosità Il Rome Cavalieri fa scoprire al pubblico i suoi «tesori» Il buen retiro extra lusso dai mille piaceri siano le delizie del ristorante «La Pergola» o le coccole della Spa punta sull'arte per rafforzare il suo legame con il territorio. Come? Il Rome Cavalieri, l'esclusivo relais nel verde di Monte Mario, invita il grande pubblico a scoprire i suoi «tesori »: la collezione di capolavori, dal Cinquecento ai contemporanei, allestita nella lobby e nella galleria San Pietro. Di più: dalle cuffie di un iPod, disponibile presso il concierge, si potranno conoscere segreti e curiosità. Ideata da Serge Ethuin, da un anno alla guida dell'hotel, l'iniziativa fa il paio con gli «art cocktail» che animeranno la stagione invernale. Il ciclo di appuntamenti si è aperto ieri con il «Garden Recital» della giovane musicista italo-brasiliana Sandy Muller. Accompagnata da un ricco ensemble Claudio Pezzotta alla chitarra, Emilio Merone al piano, Guerino Rondolone al contrabasso, Mario Colavecchi alla batteria la vocalist ha spaziato dal jazz alla new bossa. Dopo il concerto, aperitivo chic con vista mozzafiato sulla Capitale. Tra gli ospiti vip, Gaetano Castelli e Nicoletta Ercole, Christiane Filangieri e Giulia Bevilacqua. La rassegna proseguirà con cadenza mensile, all'insegna della contaminazione tra i generi: sul podio si alterneranno critici, scrittori, artisti, designer per una formula a metà tra l'intrattenimento e il mecenatismo. Sì, perché i più lanciati nella maratona culturale saranno proprio i giovani talenti. L'esperimento farà da volano al «Garden Cavalieri festival», l'evento primaverile dedicato alla creatività. In fase di rodaggio, la direzione conta sul passaparola per promuovere il mini museo e accorciare le distanze con i romani. Basta vagheggiarla per le alchimie culinarie dello chef Heinz Beck, o per la sua aura inaccessibile: curiosi e appassionati d'arte, tutti potranno ammirare la sua preziosa raccolta. Tra le «perle» della Waldorf Astoria Collection, il ciclo dipinto nel Settecento da Giambattista Tiepolo e Nicolò Bambini per Palazzo Sandi: cinque grandi tele, distillato di epos didascalico e grazie rococò. Il percorso si dipana tra stili ed epoche diversi: dal genere principe, la pittura storico-mitologica, al naturalismo fiammingo e al vedutismo veneto. Su prenotazione, per ovvi motivi di privacy, la visita alle suite arredate con mobili settecentesci, arazzi, bronzi. Non solo: con la guida di una storica dell'arte, si potrà apprezzare la sezione novecentesca racchiusa nelle segrete stanze. Da non perdere la serie «Dollar Signs» di Andy Warhol, accanto alle tele di Robert Indiana e Mario Schifano, Ennio Morlotti e Renato Guttuso.