Lesponente del Pdl: "Trovo sbagliata la scelta della presentazione della struttura giallorossa: prima dobbiamo vedere la carte" «Qui il primo che si sveglia fa un progetto. Ma non sanno che ci sono delle leggi da rispettare? Mi sa che non lo sanno...». E polemico il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro (Pdl). E il giorno prima della presentazione di quello che sarà lo stadio della Roma sulla Boccea, accanto al campo nomadi di via della Monachina, tenta di deviare un gol che sembrerebbe star lì lì per entrare. Definisce una «bizzarria», la scelta di Rosella Sensi di lanciare il progetto del nuovo tempio giallorosso prima della riunione - che ci sarà domani - tra comune e ministero sulla fattibilità dellimpianto. E vuole pure vederci chiaro: «Che ci facciamo con tre impianti sportivi. Non vorrei, che dietro, si celassero solo propositi speculativi». Anche perché, continua il sottosegretario ai Beni culturali, da vero battitore libero qual è (spesso anche contro i suoi): «Non sono contrario alla costruzione di un nuovo stadio, visto che lOlimpico ha caratteristiche dedicate allatletica. E non mi scandalizza se i progetti serviranno a rilanciare i bilanci delle società di Roma e Lazio, ma sarebbe rischioso se fosse lunico obiettivo». Chissà. Certo è che il nuovo impianto dedicato a Sensi padre, non sarà solo il luogo dove far palpitare i cuori. Ma una vera e propria cittadella con tanto di magastore, bar, ristoranti e tante tante case intorno. Residenze nuove di zecca. Un business che secondo Giro è da valutare bene. «Un conto - dice - è costruire un impianto, un conto realizzare una nuova centralità con residenziale, commerciale e quantaltro». In questo caso avverte: «Occorrono varianti urbanistiche, quella è zona agricola e sarebbero impensabili fughe in avanti o scorciatoie visto che di cubature Roma ne ha già tante in corso dopera. Non è lungimirante abusare del territorio senza un progetto chiaro e condiviso».