È il segretario generale di Civita, pioniera nei "servizi aggiuntivi" per creare risorse Ruberti, luomo dei musei "Li gestiamo come aziende" «Veramente, io volevo andare a lavorare in banca», sorride Ruberti, che è figlio di uno "storico" rettore delluniversità di Roma. Quello che non sapeva è che Imperatori, che è scomparso pochi mesi fa mentre era ancora nel pieno dellattività, non era soltanto un banchiere (allora era presidente del Mediocredito) ma soprattutto un grande appassionato di arte e cultura. «Gli resterò per sempre grato per avermi dato fiducia». Imperatori aveva fondato nel 1988 lassociazione Civita con alcuni amici e una serie di partner industriali (oggi i soci sono 186, dallIbm alle Generali), ispirandosi per il nome a Civita di Bagnoregio, il borgo medievale nel viterbese minacciato dagli interventi delluomo e dalle erosioni della natura, simbolo dei beni culturali da salvare. Lassociazione cominciava proprio in quel momento a guardarsi intorno: le legge Ronchey apriva il campo ad uninfinità di nuove prospettive. «Il nostro ragionamento era semplice: dalla gestione privata dei servizi museali, oltre a migliorare la fruibilità del pubblico, si ricavano dei fondi da reinvestire nella stessa cultura». Così Ruberti si inserì nellassociazione con una funzione strettamente manageriale. «Si trattava di far quadrare i conti e studiare forme di finanziamento in un settore in cui non si può sprecare neanche un centesimo». Il primo passo fu la vittoria nella gara dappalto che lAcea indisse per la trasformazione in museo della centrale Montemartini allOstiense nel 1997. «Due anni dopo abbiamo creato una vera società, Civita Servizi, che ha assunto con gli anni una serie di partecipazioni, anche al di là dellarea romana, dalla Sicilia al Triveneto, fino allultimissima Opera Laboratori Fiorentini che gestisce la Galleria degli Uffizi». Civita prende in gestione i servizi aggiuntivi di un museo o di un sito archeologico (come le necropoli di Cerveteri e Tarquinia) e inoltre organizza presso queste istituzioni mostre ed eventi. «Oggi abbiamo la concessione su 91 siti, dei quali una decina nel Lazio: alla Galleria Nazionale dArte Moderna gestiamo la biglietteria e organizziamo mostre, al Museo di Villa Giulia si aggiungono il bookshop e la didattica, a Castel S.Angelo gestiamo i biglietti con la nostra partecipata Gebart, e così via». Per la concessione di queste attività ci sono formule miste, «che di solito prevedono un canone fisso e royalty sul fatturato». Dopo la scomparsa di Imperatori nello scorso aprile, Ruberti ha affiancato alla funzione di amministratore delegato quella di segretario generale. Lassociazione Civita, di cui è presidente Antonio Maccanico, è diventata un punto di riferimento per lintero mondo della cultura, «grazie allo sviluppo imprenditoriale che garantiamo, sempre sulla base di un rigoroso rispetto culturale per i nostri beni più pregiati».