«Se la Lega presenta un candidato sindaco di alto profilo, sono disponibile a fare l'assessore alla cultura». Lo hanno chiamato in causa e lui rilancia subito forte. Vittorio Sgarbi ha accettato la proposta del parlamentare lumbard Gianni Fava di sostenere la Lega Nord alle comunali della prossima primavera. La disponibilità del critico ad impegnarsi nella campagna elettorale mantovana supera le più rosee aspettative di Fava. E invece lo studioso (che è sindaco di Salemi, in provincia di Trapani) va molto oltre, spiegando che a convincerlo è stato il suo legame con Mantova «la più interessante città della Padania, più stimolante di Brescia e Parma e più bella anche della mia Ferrara. E la priorità è quello di non fare quanto ha combinato in questi anni il sindaco Fiorenza Brioni. Anzi, sa che le dico? Che se la sinistra candida la Brioni per la conferma, avrò una ragione in più per sostenere la Lega». Sgarbi ha dei conti in sospeso con il sindaco. La polemica sulla mancata concessione di palazzo Te per l'allestimento di una mostra con opere della collezione dello stesso Sgarbi aveva portato lo studioso a dire, nel corso di una conferenza stampa a Milano nel ruolo di presidente del comitato nazionale mantegnesco, che non avrebbe mai più messo piede a Mantova. Era il gennaio 2007. «Mantova ha bisogno di un sindaco che, tanto per cominciare, non ripeta la conduzione di Palazzo Te fatta dalla Brioni, uno scempio dice Sgarbi con la mostra sul Mantegna ha avuto anche un comportamento scorretto nei miei confronti, arrivando ad inventare con Settis una mostra che non aveva nulla a che fare con Mantova. Forse si tratta di una cosa lontana dai problemi quotidiani dei cittadini, ma è stato un fatto grave per il prestigio che deriva a Mantova dall'opera di Mantegna. E poi ha avviato questo scontro con Gianfranco Burchiellaro con quella battaglia contro il piano di strada Cipata. Per carità, meglio non costruire, ma la Brioni ha procurato un allarme ingiustificato su quell'intervento. Inventarsi che quel piano di lottizzazione era uno scempio contro il paesaggio era andare contro la verità. La Brioni ha costruito una propria mitologia di paladina del paesaggio, ma era molto più importante far funzionare Palazzo Te. Mantova ha bisogno di un sindaco concreto. Gianfranco Burchiellaro lo era stato». Con Burchiellaro, d'altronde, Sgarbi ha avuto un ruolo importante nella programmazione degli eventi culturali in città. Lo studioso e sindaco di Salemi accetta l'invito di Fava: potete essere la città più interessante dell'intera Padania Una stagione culminata con la Celeste Galeria. Torniamo al presente. «Fava è una persona equilibrata e capace dice ci siamo sentiti poco tempo fa. Volevo parlare con lui delle regionali, ma poi mi ha ricordato che a Mantova si voterà anche per il sindaco. Per la Lega si apre la possibilità di giocare la carta della Padania in chiave culturale». Ma davvero è disposto, in caso di vittoria leghista, a fare l'assessore? «Il mio appoggio alla Lega non si limiterà certo ad uno o due comizi in città risponde lo studioso se un sindaco di alto profilo mi chiamerà come assessore alla cultura, io sarò pronto», (nico)
MANTOVA - Sgarbi vuole fare l'assessore. Il critico: Sosterrò la Lega per mandare via la Brioni
Vittorio Sgarbi, critico e studioso, ha accettato di sostenere la Lega Nord alle comunali di Mantova. Ha accettato l'invito di Gianni Fava, parlamentare lombardo, a fare l'assessore alla cultura. Sgarbi ha detto che la sua disponibilità è stata motivata dal suo legame con Mantova e che vuole evitare che il sindaco Fiorenza Brioni ripeta gli errori del passato. Ha anche detto che se la sinistra candida Brioni per la conferma, avrà una ragione per sostenere la Lega. Sgarbi ha anche parlato della polemica con il sindaco Brioni sulla mancata concessione di palazzo Te per l'allestimento di una mostra con opere della sua collezione.
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