Doveva essere una semplice paratia anti esondazione ma poi il progetto è cambiato DAL NOSTRO INVIATO COMO - Quasi non si riesce a camminare per la folla domenicale sul lungolago di Como, ma gli occhi non sono puntati sulle acque o sui monti allorizzonte: lattrazione ormai sono gli oblò, che ogni trenta metri si affacciano nella palizzata sul cantiere, e la gente ci lascia su volentieri un ricordo, un pensiero scritto su foglietti appiccicati con lo scotch, anche solo un vaffanc. Rivolto probabilmente al sindaco pdl di Como, Stefano Bruni, che sta facendo costruire a tradimento dei suoi concittadini una muraglia che nasconderà dalla strada la vista del lago. Perché? «Per difendere Como dalla esondazioni», si giustifica lui. «Per sperperare i soldi della ricostruzione valtellinese», gli rispondono i nemici del progetto. Cioè, più o meno, tutti. Pure Umberto Bossi, che ieri si è fatto vivo per bocca del suo federale comasco e avrebbe già trovato lo slogan: «Como non è Berlino». Ieri cè stata la prima manifestazione pubblica anti-muro, organizzata dal Pd, e in pochi minuti i giardini a lago si sono riempiti di gente. Di destra e di sinistra. Di Como e di ogni parte del mondo, visto che le fortune del Lario - anche per merito di George Clooney - sono al massimo e richiamano migliaia di turisti. Qualcuno riesuma la canzone dei Pink Floyd, «Another brick in the wall». Dicono gli organizzatori: «Avevano promesso paratie mobili a scomparsa e invece a scomparire è il lago. Ci ritroviamo con la città murata». Non è una battuta: è proprio così. Ma tale è la forza della protesta che sta attraversando trasversalmente partiti e istituzioni, che forse lo scempio sarà evitato. In quel caso, a crollare insieme al muro potrebbe essere il sindaco e la sua giunta. Il giornale comasco La Provincia sta già raccogliendo firme e trionfano su internet i siti dedicati. Dallestero pare siano in arrivo reporter e telecamere. La storia inizia tanti anni fa, quando vengono stanziati fondi sostanziosi per la ricostruzione, dopo lalluvione dell87 nella vicina (ma non tanto) Valtellina. I 17 milioni di euro assegnati al Comasco attendono solo di essere spesi, finchè il Comune decide di usare quei finanziamenti per mettere in sicurezza il lago, che ogni 4-5 anni esonda e copre la piazza Cavour con qualche centimetro dacqua. In realtà, manovrando le chiuse di Olginate, i tecnici ormai governano tranquillamente il livello del Lario, e il progetto comasco è più che altro destinato a risistemare in bellezza il lungolago con i soldi dello Stato e della Regione. Iniziano i lavori, si alza la palizzata, tutti tranquilli e contenti finchè un pensionato Sherlock Holmes che si chiama - suo nome vero - Innocente Proverbio ficca il naso nel cantiere e scopre che in silenzio il sindaco ha introdotto «la Variante». Illegalmente, a quanto pare, tanto che la Procura ha aperto un fascicolo. E cioè: sul lungo lago ci saranno non le promesse paratie a scomparsa, ma un vero e proprio muro che nasconderà la sponda alla vista di chi si troverà sulla strada, in piazza Cavour o nelle vicinanze. Come mai? Non cè ancora stata una vera risposta: di certo il muro costa meno delle paratie. Più solido. Più affidabile. Lunico neo - diciamo così - è che nasconde il lago. Il sindaco Bruni si erge come San Sebastiano trafitto: «Ma che mi importa se dalla strada gli automobilisti non vedono il lago? Lo vedrà chi passeggia e quel tratto sarà abbellito con le fioriere». In pratica, il progetto farà elevare la passeggiata di circa un metro e mezzo sul fondo stradale. A questo punto, però, dalla città non si vedranno le acque e dal lago non si vedrà la città. Black-out, che non è il massimo per una zona turistica di fama mondiale. Sulla palizzata che nasconde caterpillar e gru una mano straniera ha lasciato scritto: «Troppa bellezza per passare avanti».
Como, battaglia sul muro della discordia "Abbattetelo, nasconde la vista del lago"
Il sindaco di Como, Stefano Bruni, sta costruendo un muro lungo il lungolago per difendere la città dalle esondazioni. Tuttavia, la gente del posto è contraria a questo progetto, che sostiene nasconderà la vista del lago. I manifestanti, provenienti da diverse parti del mondo, hanno organizzato una protesta pubblica contro il muro. Il progetto era stato promesso come paratie mobili a scomparsa, ma ora sembra che il muro sarà costruito. La Provincia di Como sta raccogliendo firme per evitare che il sindaco e la sua giunta cadano. I lavori di costruzione sono iniziati, ma la gente è preoccupata per la bellezza del lago e la sua visibilità.
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