Il costo di abbattimento del muro su chi graverà? Sicuramente non sulle vostre finanze " carissimi" amministratori e tecnici che gestite una pubblica amministrazione come fosse "cosa vostra" per mero interesse ( vostro) politico ed economico Il costo di abbattimento del muro su chi graverà? Sicuramente non sulle vostre finanze " carissimi" amministratori e tecnici che gestite una pubblica amministrazione come fosse "cosa vostra" per mero interesse ( vostro) politico ed economico. Sicuramente come ebbe a dire a suo tempo il Caradonna ( ometto volontariamente assessore) riguardo ai lavori di sistemazione della Napoleona: - "?. I cittadini non sborseranno nemmeno un centesimo?, provvederà l'impresa a sue spese ?.- , forse anche adesso provvederà l'impresa anche perché il gioco dello scarica barile per voi tecnici ed amministratori è all'ordine del giorno! Troppo comodo. Bella direzione lavori comodamente seduti dietro ad una scrivania e per giunta profumatamente pagati con soldi nostri. Pensare che solo una parte della vostra profumata retribuzione potrebbe se a ragione tagliatavi, sistemare tante piccole cose nella nostra città: magari costruendo servizi igienici pubblici completamente mancanti! Per favore, per l'ultima volta, toglietevi dai piedi: Bruni, Caradonna, Viola ed affini. Un grazie di cuore. Paolo Lezzani Como Una città ridotta a vivere di presente Quanto sta succedendo per la sistemazione del "nostro" (malgrado ciò che pensa l'assessore Caradonna) lungolago non è che l'ultima delle tante gocce che ormai hanno creato una voragine sotto i piedi di questa povera città. Lo scempio perpetrato con questi nuovi lavori è in qualche modo coerente con l'idea che i nostri amministratori hanno riguardo al territorio. Nessuna tutela per le colline e per il verde, con gru che spuntano all'impazzata rovinando il paesaggio, con mega-complessi immobiliari al posto delle fabbriche dismesse, con un vecchio Ospedale che avrebbe dovuto lasciare il posto ad una cementificazione "selvaggia" per coprire le spese di quello nuovo (per fortuna qualcuno ci ha messo una pezza), con un parco del San Martino che dovremo presidiare per avere il Campus ed evitare nuove speculazioni. Amministratori-manager che tuttavia non riescono a fare gli interessi della città: la Ticosa "giace" sotto le sue macerie inquinate, «Scusate, non abbiamo pensato alla bonifica», il muro verrà abbattuto, «Scusate, abbiamo sbagliato», un cinema non può aprire, «Scusate, non potevamo rilasciare la licenza». E strade e marciapiedi sono ormai ridotti a percorsi di guerra, senza neanche chiedere scusa (e quando mai, ssessore Caradonna!): «Non ci sono soldi». Le risorse del territorio non sono valorizzate: cultura ridotta ad un unico evento importante, ma non si pensa a Sant'Elia, non si pensa a "Campo urbano", al Razionalismo, ai Magistri Comacini, a Volta, alle "eccellenze" delle nostre Università. Una città che vuole cancellare la memoria, ormai custodita da qualche "Don Chisciotte" romantico: Roberto Borghi che cura altrove una mostra su Sant'Elia faticando ad avere in prestito qualche opera della Pinacoteca, Angri e Giudici che passano un inverno all'ex Manicomio per conservare tracce di questa "Città nella Città" (altri pezzi di storia industriale sono stati rasi al suolo senza lasciare nemmeno una testimonianza del passato), l'"Autunno musicale" costretto a traslocare. L'unica fonte di ricchezza sembra essere quella degli oneri di urbanizzazione: una visione un po' miope? E si guardasse almeno al futuro, ma nemmeno questo appare negli obiettivi di chi ci governa: esiste forse un progetto armonico di sviluppo urbanistico della città, che tenga conto di esigenze non solo commerciali ma anche culturali o semplicemente di aggregazione? Solo la Camera di Commercio cerca di dare una diversa impronta con i progetti del Grumello, del "Chilometro della conoscenza", del recupero - a Lomazzo - dello stabilimento Somaini. Per il resto le uniche iniziative a Como sono le esternazioni - recepite come provocazioni dagli stessi compagni amministratori - dell'assessore Rallo: via il Tribunale, via lo Stadio e non so più cos'altro. Ma per favore, non apriamo dibattiti... via l'assessore Rallo. Una città ridotta a vivere di presente, peraltro testimoniato con puntigliosa informazione attraverso un opuscolo di cui non si sentiva la mancanza. Molto meglio gli sms - anche questi fanno parte del passato - che ci avvertivano di strade chiuse o di eventi in programma! Risorse, già limitate, che se ne vanno per "l'inutile" o per "errori". Ma, cari amministratori, avete quanto meno l'onestà di pensare che non sia giusto che paghino i cittadini? Angela Corengia Como Se lo racconti in giro stentano tutti a crederci Cara Provincia, personalmente sono stato contro le paratie fin dall'inizio, prima cioè che mostrassero il vero volto di demolizione di una delle principali e incantevoli bellezze che questa città possiede, ovvero di essere affacciata su questo specchio d'acqua che, ormai una volta, si faceva ammirare lungo la passeggiata da villa Olmo e villa Geno. Amministratori e tecnici di infima cultura e sensibilità non ci hanno pensato due volte, e di fronte a ciò hanno innalzato un'assurda barriera, un muraglione in cemento armato. Se lo racconti in giro, ai miei amici di Milano, stentano tutti a crederci e ti prendono per pazzo. Dicevo che ero contro in quanto ritenevo che un ampliamento del marciapiede fosse un fuori strada per la nostra minuta città. Ma poi mi sono messo l'anima in pace (non potevo certo immaginare quale mostruosità i nostri amministratori avessero in mente, anche perché sulle simulazioni fotografiche non appariva.) Ma per amministrare bene una città occorrono amministratori preparati, con grande cultura, con grande sensibilità. E difatti ecco i risultati che si assommano al resto, il centro storico al pari del traffico della Napoleona, la sostituzione del porfido con l'asfalto (v. Cadorna), la sostituzione degli asfalti rossi con quello nero (v. Milano), i parcheggi in v. Perti, il taglio del Cedro, la grande cementificazione, l'incuria, la sporcizia ecc. Spero che chi sta più in alto di loro possa accorgersi di tanta inettitudine e farli ritornare a fare a tempo pieno l'odontotecnico e il ragioniere. Luciano Francoli Como Forza ragazzi, non abbassate la guardia Forza ragazzi, (vi chiamo affettuosamente, così perché io sono una vecchietta pensionata ex dipendente del giornale) non abbassate la guardia! Temo che malgrado le ultime promesse tutto finisca come il cedro di piazza Verdi. Vista l'arroganza di certe persone, sindaco compreso, potrebbero oscurare tutto e proseguire senza rendere conto ai cittadini. Buon lavoro. Licinia Civati Como Pensate che m'han vietato di realizzare un abbaino Cara Provincia, il Comune costruisce un muro in cemento armato che fa scomparire il lago alla vista dei comaschi e dei tanti turisti. Quello stesso Comune che mi ha negato la costruzione di un abbaino sul mio tetto perché "in contrasto con i caratteri paesaggistici del contesto"! Incredibile, ma con che coraggio nega un abbaino che nessuno può dalla strada vedere a meno che non sorvoli la mia casa e invece costruisce un muraglione che nasconde alla vista il lago? Infine se questo muro sarà abbattuto spero che i costi della demolizione, che immagino non saranno irrisori, siano addebitati all'assessore Caradonna che la città non ha voluto (non l'ha votato), ma se lo ritrova comunque come assessore. Cordialità. Marinella Clerici e.mail Sarà giunto anche a Como il richiamo di Napolitano? Ieri il presidente Giorgio Napolitano nel discorso agli studenti ha allineato concetti a dir poco controcorrente, rispetto ai luoghi comuni che circolano a Como. Parlare di una città "rispettabile" che "rispetta" i cittadini, richiamare agli ideali e ai valori morali, chiedere a chi rappresenta le istituzioni di essere di buon esempio, di impegno, dovere. Questo richiamo l'ha fatto, come ripeto, agli studenti, ma in particolare a chi rappresenta le istituzioni quindi anche agli amministratori della città di Como che però dall'alto della loro arroganza pare siano tutti sordi. Cordiali saluti. Liliana Baietti e.mail Quando a dare l'allarme è un semplice cittadino... Sembra la storia della Colonna Infame: ovvero la paura durante la peste del 1630. «La mattina del 21 giugno 1630, verso le quattro e mezzo, una donnicciola chiamata Caterina Rosa, trovandosi, per disgrazia, a una finestra ? sul principio di via della Vetra de' Cittadini ? vide venire un uomo con una cappa nera ? ecc». Ecco l'untore in azione. A Como un cittadino, Tino Proverbio, ben conosciuto in contrada di San Fedele, buon osservatore e amante della città, lancia l'allarme per un muro cresciuto ad altezza inverosimile, sul lungolago, nel cantiere delle paratie, tale da nascondere la vista del lago stesso. Allora si mobilitano i giornali, la Giunta e i consiglieri. Ma come? Ci voleva un cittadino accorto a segnalare un abuso o uno scempio? Il direttore dei lavori, superstipendiato e promosso per la sua bravura, alla presidenza, seppure pro tempore, della ASF, dov'era? Non aveva informato gli amministratori della modifica del progetto delle paratie, soprattutto se, come è stato scritto, ne era l'autore, in forza del suo potere discrezionale? In passato per errori nella posa del porfido, in via Milano, il direttore dei lavori era stato sollevato dall'incarico e consigliato a prendersi una pausa nel lavoro. Ora c'è un rimpallo di responsabilità: anche il sindaco si lamenta dell'altezza del muro; i tecnici dicono che è stato costruito così per ragioni di sicurezza; forse si può abbassare o forse no. Il Sovrintendente cade dalle nuvole. Finora non è stata detta una parola chiara sul manufatto e sulle decisioni che saranno prese al riguardo. I consiglieri comunali, che un tempo vedevano le disfunzioni in città immediatamente, dopo giorni fanno un sopralluogo, con rinfresco finale? E le parole dei responsabili non fanno solletico all'indignazione dei cittadini che sono esasperati anche dall'arroganza dell'assessore e vicesindaco che li invita a guardare i muri di casa loro. Espressione rivelatrice delle origini politiche dello stesso. Meno male che non ha risposto col motto "Me ne frego!". Ora si deve correre ai ripari: se sarà possibile e se, per quanto consentito, si verificherà che è difforme dal progetto iniziale, il responsabile o i responsabili devono pagare. Invece continua il balletto sulla composizione della Giunta, sul cambio delle deleghe, sulle poltrone, poltroncine e strapuntini, tutti ben retribuiti. Al centro dell'attenzione ci sono le carriere politiche del sindaco, del presidente della Provincia, dei consiglieri regionali (anche di chi è sotto processo). Alla gente non interessa niente se il lago sparirà, quasi del tutto ai nostri occhi, se la Ticosa si rivela un flop e un buco finanziario invece che una risorsa, se la città cade a pezzi, se Como, nelle statistiche più accreditate, scende più in basso, che più basso non si può. E chi è il Gian Giacomo Mora degli amministratori comaschi? Se usassi il linguaggio di Brunetta dovrei dire: metteteli al muro! ? per guardarlo bene. Luciano Forni Como Chiedete scusa alla città e poi uscite di scena Egr. sig. sindaco Bruni, assessore alle grandi opere Caradonna, membri della maggioranza che governa la città, dopo il disastro e la meschina figura fatta sulla gestione delle paratie, vorrei gentilmente darvi un semplice consiglio: chiedete scusa, pubblicamente, ed ammettete le vostre responsabilità. Poche cose avete fatto, e le avete fatte male. Ticosa, Trevitex, edilizia privata, consulenze, e in ultimo, appunto le paratie. Il Comune non ha i soldi per gestire l'ordinaria amministrazione, e voi, signori, li buttate così, come se niente fosse, facendo opere inutili, costose e sbagliate. Altro che Roma ladrona! Per favore, non ve lo ha prescritto il medico di fare gli amministratori pubblici, tornate al vostro lavoro, quello che facevate prima di diventare politici di mestiere. Magari qualcun altro, meno arrogante, maleducato e altezzoso, potrebbe, forse, fare un poco meglio. Non credo sia difficile. Pensateci su, alle brutte figure non c'è mai fine, ed un sussulto di dignità potrebbe almeno diventare un'uscita elegante, discreta, onorevole. Grazie. Saluti Stefano Landoni e.mail Perché non è intervenuta la Sovrintendenza? Vorrei sapere, se possibile, perché la Soprindentenza ai beni storici e ambientali non ha profferito parola e giudizio. Puntualmente noto che il soprintendente Arch, Artioli, per un cambio di serramento nella città murata, pone infiniti problemi. Cordiali saluti. Faustino Novati Binago Il nostro bel lago non può sparire così Cara Provincia, il mio bel lago, al quale sono molto attaccato, e al quale avevo anche dedicato anni fa una poesia, in dialetto per meglio far sentire il mio profondo sentimento nei suoi riguardi, non può sparire così, per l'incapacità di persone sapute e presuntuose. Vi prego di non demordere e di proseguire con accanimento nella lotta affinché il muro, questa mostruosità, sparisca e tutto possa ritornare come prima. Io sono fiduciosa, vi ringrazio e vi saluto Lucio Agudio Como Purtroppo questa città fa ridere l'Italia intera Carissimo direttore, ultimo capolavoro dell'assessore alle "grandi opere" (una qualifica che fa ridere al solo pronunciarla...) è il "muro della vergogna". Leggo sul nostro giornale, e vedo anche sui telegiornali nazionali, lo sbigottimento e la rabbia dei cittadini per questa assurdità, fatta e decisa con un'arroganza inqualificabile e che continua ad essere gestita in questo modo. Senza avere la sfera di cristallo, un simile disastro era prevedibile vista la competenza dell'attuale vicesindaco. Al massimo potrà essere esperto in "ponti"... Un risultato comunque l'ha ottenuto, Como sta facendo ridere l'Italia intera e forse gli orfani del muro di Berlino verranno in pellegrinaggio a vedere quello nostrano. Poveri noi, che quel disastro lo dovremo anche pagare. Cordiali saluti Aldo Maero Como
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28 Settembre 2009
COMO - LUNGOLAGO: il muro della vergogna. Ma su chi graverà il costo dell'abbattimento?
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