Attacca sul-l'Expo, manda un messaggio a Maroni, racconta la Camorra tre anni dopo il best seller «Gomorra ». Svela se stesso, la vita infernale di chi vive sotto scorta. Ammette, per la prima volta, davanti alle telecamere di «Era Glaciale», di aver sentito lui stesso un pentito confidargli: «La condanna ce l'hai». Lo scrittore Roberto Saviano avverte: «'Ndrangheta e camorra si spartiranno i due grandi appalti se non ci saranno commissioni rigide a controllare: la ricostruzione dell'Abruzzo alla camorra, l'Expo di Milano all'ndrangheta». E a Daria Bignardi, la conduttrice del programma in onda ieri sera su Rai 2, che lo incalza, risponde: «È stata sciolta un'impresa casalese che stava ristrutturando alcune strade in Abruzzo. Mentre ci sono moltissime informative sui tentativi della camorra di entrare nei subappalti dell'Expo. Vincono perché hanno imprese che funzionano a prezzi competitivi e un'assoluta capacità di introdursi nella burocrazia». Il suo libro dal 2006 ha fatto il giro del mondo, pubblicato in 52 Paesi. E lui oggi ripete: «Ho un peccato mortale, l'ambizione di cercare di cambiare le cose con le mie parole». Sullo schermo scorrono le interviste ai giovani del suo paese, Casal di Principe, che lo giudicano senza pietà: «Ha copiato i processi, ha voluto guadagnare sulle nostre spalle rovinandoci, ha infangato il paese, non è vero che lo vogliono uccidere ». Lui è amareggiato. Ma contrattacca: «Se Maroni mantiene la promessa di arrestare» Antonio Iovine e Michele Zagaria, «i due latitanti che sono a capo del clan dei Casalesi» allora «forse qualcosa lì può veramente cambiare». La camorra, dicono i ragazzi, «c'è ma non si vede». La «camorra ribatte Saviano , in quelle terre, vuol dire imprenditoria, economia, cemento e non furti o prostituzione ». È un Saviano a tutto campo, che affronta tutti i colori della camorra, dalla cronaca nera al gossip, alla cronaca rosa. Sulla vicenda D'Addario: «Una vicenda privata ma essendoci un primo ministro diventa un fatto pubblico. Una vicenda dolorosa per l'Italia». Su Noemi: «Per questa ragazza è come aver vinto al superenalotto. Mi ha fatto quasi tenerezza, ma non sa cosa l'aspetta». Conversando con la Bignardi c'è spazio anche per l'amarezza. Saviano spiega cosa significa essere oggetto di calunnia e diffamazione. E ricorda cosa gli disse Enzo Biagi, a pranzo, durante un'intervista: «Questo è un Paese che non permette cose del genere. Preparati, è solo l'inizio». Ma rifarebbe tutto daccapo: «Questi meccanismi perdono il loro potere quando vengono svelati». Di sé dice: «Sono peggiore rispetto a prima, perché non mi fido più di niente e di nessuno, sono costretto a tenere tutto sotto una cappa di clandestinità. Perché le persone non possono capire come si viva così». Saviano confessa come da tre anni, dopo «Gomorra», sia «spesso costretto a spostarmi continuamente, sempre sotto costante pressione, nervoso, preoccupato, spesso scuro. Diventi una persona difficile». Infine, svela di non aver provato paura quando un pentito in faccia gli ha detto: «La condanna ce l'hai. Ho pensato che fosse giusto dirlo oggi al mio pubblico perché se sono qui a parlare la forza è lui a darmela».
MILANO Saviano: la mafia si spartirà gli appalti per Expo e Abruzzo
Roberto Saviano, scrittore e giornalista, parla in un programma televisivo su Rai 2. Racconta la sua esperienza di attacco alla camorra e all'ndrangheta, e svela che ha sentito un pentito che gli ha detto che la condanna ce l'ha. Saviano afferma che la sua ambizione è di cambiare le cose con le sue parole, ma che la sua vita è stata segnata dalla clandestinità e dalla paura. Parla anche della sua vicenda personale, come la diffamazione e la calunnia, e come la sua esperienza lo ha reso una persona difficile. Infine, svela che se il primo ministro Maroni mantiene la promessa di arrestare due latitanti della camorra, forse qualcosa può veramente cambiare.
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