Nella città toscana fioriscono mostre e aste in occasione della Biennale d'antiquariato aperta sino a domenica L a Firenze dell'arte da sempre è un vetrina aperta al mondo. In ottobre, il capoluogo toscano si proporrà anche come centro d'attrazione internazionale per musei in cerca di nuove acquisizioni e raffinati collezionisti d'arte antica, meno colpita dalla crisi. Biennale Il calendario fiorentino è una girandola di mostre, esposizioni e aste. Tutte rivolte al settore del grande antiquariato e degli Old Master. Venerdì si è inaugurata la XXVI edizione della Biennale Internazionale dell'antiquariato. Si svolge a palazzo Corsini e resta aperta sino a domenica 4 ottobre. Novanta stand per altrettante blasonate gallerie provenienti anche dall' estero. Opere di grande fattura, la maggior parte di scuola italiana, il cui valore commerciale èlontanissimo dalle recenti follie dell'arte contemporanea. Informazioni e foto su www.biennaleantiquariato. it. Intorno alla fiera fioriscono altri eventi particolarmente rilevanti per il mercato. Come ad esempio l'interessante asta di Pandolfini, in calendario per lunedì 5 ottobre, la cui esposizione (a palazzo Ramirez- Montalvo) apre mercoledì sino a domenica prossima (telefono 0552340888). Il catalogo presenta poco meno di 400 lotti, buona parte dei quali provenienti dalle collezioni Pasquali de Cepperello, Gamba Ghiselli e altre nobili dimore. Il livello qualitativo degli arredi proposti è buono, anche e soprattutto in relazione alle stime contenute. Una coppia di specchiere venete dell'Ottocento, in stile settecentesco, in noce intagliato e dorato viene offerta a 1.500-2.000 euro. Un bel cassettone emiliano, fine Settecento, in noce e radica di noce con intarsi in acero è stimato 8-12 mila euro. Molto interessanti alcune porcellane sia in gruppi scultorei che in oggetti d'arredo. Tra i mobili più raffinati segnaliamo una coppia di consoles venete fine '700 dipinti a cineserie (70100 mila) e un importante piano in scagliola fine '600, di Carpi (3040 mila). Appuntamenti Meno corposa la sezione dei dipinti, dove però si distinguono una «Madonna in trono» del veneziano cinquecentesco Domenico Mancini (5070 mila), un «Baccanale» attribuito al settecentesco Corrado Giaquinto (3050 mila) e un grande «Ritratto di famiglia» di un Maestro fiammingo di fine XVI secolo (80100 mila). Un'altra casa d'aste che approfitta della Biennale fiorentina è la Farsetti, di Prato. Per le sue due aste del 30 (arredi, maioliche e dipinti antichi) e 31 ottobre (dipinti e sculture XIX e XX secolo) ha organizzato un'esposizione fiorentina dal 2 all'11 ottobre a palazzo Adami Lami (Lungarno Guicciardini 17). La prima vendita presenta un'interessante collezione di maioliche toscane dal XIII al XV secolo. Tra i mobili una credenza a doppio corpo in legno di noce, intarsiata, Italia centrale, fine secolo XVI, (3848 mila) e, tra i dipinti, «Giaele e Sisara », una tela attribuita a Ludovico Cardi detto il Cigoli (4454 mila). Verso metà ottobre, da lunedì 12 a giovedì 15, scatta la lunga maratona Sotheby's che mette all'incanto l'intera collezione del celebre antiquario Salvatore Romano. Per la cronaca l'esposizione (a palazzo Magnani Feroni) apre giovedì 8 sino a domenica 11. Qui la parte del leone, su 1.800 lotti, la fanno le sculture. Molte delle quali bellissime. E, di questi tempi, assai ricercate come scommessa di investimento. Per chiudere, due segnalazioni ma ancora settembrine e questa volta milanesi. Domani nella sede Finarte di palazzo Busca (corso Magenta, 71) c'è una vendita di antiquariato con oltre 300 lotti, molti dei quali a stime veramente contenute. Mercoledì, sempre da Finarte, ma in via Bossi 2, l'attesa asta d'arte moderna econtemporanea. Anche qui le valutazioni di partenza sono a picco rispetto a un anno fa.