Via dal Palatino. L'ex sovrintendente La Regina lascia la casa sull'Antiquarium che è stata al centro delle polemiche con il sottosegretario Giro Adriano La Regina ha mantenuto fede a quanto, non senza nervosismo, aveva annunciato pochi mesi fa: ha finalmente lasciato il prestigioso appartamento sull'Antiquarium del Palatino e con sua moglie ha traslocato nella sua nuova casa di Porta Latina. L'ex sovrintendente archeologico poteva restare fino a fine anno, ha preferito chiudere in anticipo la diatriba di cui era stato oggetto, sottoposto alle raffiche del sottosegretario Francesco Giro che lo aveva accusato di essersi insediato nell'alloggio senza più averne titolo. L'appartamento, che sorge sopra il Museo dell'Antiquarium di fronte alla Biblioteca della struttura museale, è stato richiesto ora dalla direzione archeologica del colle. Nei suoi 130 metri quadri con vista strepitosa sulla città, a pochi metri dalla Domus di Augusto appena riaperta e dalle vestigia più remote di Roma come la zona delle capanne romulee, ospiterà uffici. È una novità per il colle più importante e più in pericolo di Roma imperiale, che ogni tanto dà qualche brivido per il suo stato febbricitante. È la ciliegina che sovrasta una piccola torta di altre iniziative, che in parte annunciate dal commissario straordinario all'area centrale archeologica Roberto Cecchi nel corso della sua recente conferenza stampa, sono ancora da mettere definitivamente a punto. Il fervore riguarda infatti due versanti del colle, quello centrale che dal Clivo Palatino va verso il fronte sul Circo Massimo e l'altro opposto che degrada invece verso i Fori e la Casa delle Vestali. Il primo innesto riguarda le riaperture di vaste aree a partire dalla zona immediatamente adiacente all'Arco di Tito, le Vigne Barberini. Questa parte viene dunque riaperta al pubblico in un percorso che sfocia infine sul terrazzo magnifico sovrastante le Arcate Severiane, chiuso da tempo in attesa che fossero completati i consolidamenti delle grandi strutture crepate da profonde lesioni. Questo percorso non è tutto: si lavora anche all'ipotesi di inaugurare un percorso «Severiano» dal basso che, partendo dall'ingresso di via di San Gregorio, l'antica via Trumphalis, possa portare alla base delle grandi arcate della Domus Severiana sovrastate dalla terrazza belvedere che viene riaperta. La Domus Severiana con le sue grandi arcate è un ampliamento della Domus Augustana voluta dall'imperatore Settimio Severo. Nell'angolo adiacente alla curva orientale del Circo Massimo conserva infatti i resti poco noti degli impianti di riscaldamento delle terme del palazzo, rifatte da Massenzio e alimentate da un ramo dell'acquedotto neroniano. Quello era anche il punto in cui sorgeva il Septizodium eretto da Settimio Severo, il monumentale ninfeo a più piani di colonne demolito poi da Papa Sisto V che ne aveva fatto utilizzare i resti per decorare la cappella Sistina in Santa Maria Maggiore. L'altro percorso che si sta delineando punta invece all'apertura della Casa delle Vestali. Il collegio delle sacerdotesse fondato secondo la tradizione da re Numa Pompilio per la custodia del fuoco sacro può diventare un altro dei punti forti della visita ai Fori. La casa delle Vestali è stata ricostruita da Nerone dopo l'incendio del 64 d.C. e in seguito è stata restaurata e ampliata. Nelle vicinanze i recenti scavi di Andrea Carandini hanno riportato alla luce altre strutture legate al culto delle Vestali, che potrebbero presto essere valorizzati nella visita. Se questi piani vanno in porto, la parte del Colle ancora chiusa per restauro si dovrebbe circoscrivere alla fiancata nord-occidentale con la Domus Tiberiana e le alte sostruzioni sul fronte di via di San Teodoro, parti da tempo sottoposte a un lungo e delicato restauro completato a metà. Della Domus Tiberiana sono ancora da affrontare le parti alte, con punti superbi come il passaggio di Caligola e le arcate che richiamano visioni alla Piranesi. In questo contesto si è chiusa la vicenda dell'appartamento occupato dall'ex sovrintendente Adriano La Regina, che aveva mantenuto questo privilegio di abitare nel cuore della storia, tra il Triclinium Iovis, la Domus Flavia, il tempio di Apollo Aziaco, la casa di Livia. Non è il primo sfrattato da quelle mura. Era già successo nel 1870 alle suore del convento delle suore della Visitazione trasformato poi definitivamente nel 1928 in museo.
ROMA - Via dal Palatino. L'ex sovrintendente La Regina lascia la casa sull'Antiquarium
L'ex sovrintendente archeologico Adriano La Regina ha lasciato l'appartamento sull'Antiquarium del Palatino, che era stato al centro delle polemiche con il sottosegretario Giro. La Regina aveva mantenuto fede alle sue promesse di lasciare l'appartamento, che era stato richiesto dalla direzione archeologica del colle. L'appartamento, con vista sulla città, ospiterà ora uffici. Questa è una novità per il colle, che è stato oggetto di iniziative di restauro e riapertura di aree. Tra queste, si annunciano la riapertura del percorso Severiano dal basso e la possibile apertura della Casa delle Vestali. Queste iniziative sono parte di un piano più ampio per valorizzare il colle e le sue strutture.
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