«Troppi paletti. I comuni stanno mettendo paletti troppo rigidi. Il piano edilizio è stato pensato per agevolare il rilancio. Ma vedo un irrigidimento delle amministrazioni». Davide Boni, assessore al Territorio della Regione, a meno di tre settimane dall'entrata in vigore della legge speciale per l'edilizia è preoccupato. «Raccolgo lamentele, di privati e amministrazioni pubbliche». Nel mirino ci sono Milano con la delibera che mette sotto tutela centro storico e 11 aree, ma anche Mantova. «I sindaci devono avere il coraggio di fare gli amministratori». Non serve che facciano gli ambientalisti. «Perché la legge parla chiaro, non prevede la cementificazione di nuovo territorio». A rischio è il diritto dei piccoli proprietari secondo l'assessore leghista. «Penso ai cittadini normali che vogliono chiudere il terrazzino, aggiungere una stanza. Si parla di ampliamenti del 20 per cento». La legge, che ha durata limitata nel tempo (18 mesi), al capitolo in cui prevede la demolizione e ricostruzione di edifici con materiali di nuova generazione, «serve a ridisegnare nuove città, a risparmiare energia». A eliminare le brutture, le costruzioni fatiscenti. La norma non è urbanistica, insiste Boni. «E' fatta per essere volano all'economia. Interessa il 5 per cento degli edifici privati e l'uno per mille delle aree industriali, con un potenziale indotto di 5 miliardi di euro, il doppio della manovra nazionale. E usando materiali nuovi può portare a risparmiare 600 mila megawatt l'anno, cioè 44 milioni di euro». Curioso, fa notare Boni, che a distanza di 5 anni dal provvedimento che obbliga i comuni a deliberare i Piani di governo del territorio (Pgt), «solo 250 amministrazioni su 1.547 in Lombardia l'hanno fatto. Invece, per questa norma transitoria, i comuni stanno facendo di più del necessario, stanno tutelando tutto».