La storia. Da Santa Sofia al Chrysler Building, gli edifici che hanno cambiato lo spazio urbano I l fine dell'arte è stupire e commuovere scriveva Charles Bouleau nel suo trattato. Lo scriveva nel Seicento, ma gli architetti, questo concetto, lo avevano già capito. Stupire è stato il fine di tante esperienze dell'architettura fin dall'antichità. Stupire voleva dire attirare l'attenzione e trasmettere significati, anzitutto devozionali. Ma riuscire a conferire un'idea di organizzazione civica attraverso un'architettura stupefacente come è in parte avvenuto a Bilbao con il museo Guggenheim di Frank O. Gehry , è stato invece più raro. Storicamente furono le basiliche le architetture di maggior arditezza formale e strutturale in grado non solo di stupire ma anche di trasformare lo spazio urbano circostante. Quella di Santa Sofia, costruita dal 532 da Anthemios di Tralles e Isidoro da Mileto, ottenne questo risultato attraverso la realizzazione di una straordinaria cupola emisferica (33 metri di diametro) e di una pianta che porterà all'affermarsi della croce greca diventate modello per le chiese cristiane d'Oriente. La cattedrale di Chartres venne addirittura realizzata (dal 1194 sotto la direzione del vescovo Fulberto) da una vera e propria comunità di cittadini, i compagnons, operai riuniti in confraternite. Sia le modalità costruttive, sia le arditezze testimoniano un rapporto osmotico con la città. Qualcosa di analogo può dirsi anche per il Duomo di Milano nel periodo che va dal XIV al XVIII secolo, quando Francesco Croce costruì la guglia maggiore. «Messer Brunellescho» fu invece l'ideatore di una stupefacente «machina » azionata dai buoi che gli consentì di avviare, nel 1423, la costruzione della cupola a doppia calotta del Duomo di Firenze. La Veneranda fabbrica discuteva da più di un secolo su come costruirla. Poi arrivò lui e costruì «un cielo sopra Firenze», come scrisse Leon Battista Alberti. Tutta l'economia della città si mosse intorno al suo cantiere, dalle banche alle corporazioni. E la cupola (42 metri di diametro) divenne il simbolo della città. Anche i palazzi, come l'Escorial e Versailles, hanno rappresentato modi nuovi di rapportare magnificenza e sviluppo di una idea residenziale. L'Escorial fu iniziato nel 1563 da Juan Baptista de Toledo e finito nel 1594 da Juan de Herrera. Non influenzò una città perché era, nella sua smisurata grandezza (una facciata lunga 208 metri, 162 di lato, con 2.000 stanze) una città! Anzi, era fortezza e monastero, sede dei re da vivi e loro pantheon da morti. Doveva essere talmente un microcosmo che lo si volle ispirato al Tempio di Salomone. Pare che Filippo II ne seguisse i lavori seduto su una roccia (la Silla del Rey, la sedia del re) distante alcuni chilometri: più vicino era impossibile osservarlo per intero. Versailles è invece l'episodio che dà origine un'altra idea di rapporto tra edificio e contesto: la ricerca di corrispondenza tra architettura e paesaggio. Versailles nasce dal rifiuto di Luigi XIV a confrontarsi con la città storica, sporca e pericolosa, e il tentativo di ricreare un ambiente stupefacente e comprensivo di tutto in continuità con la Natura. Avvicinandoci ai nostri tempi, il grattacielo è stata la costruzione insieme più stupefacente e più rivoluzionaria dal punto di vista urbano. E' riuscito a trasformare lo skyline delle città in foreste di pietra e a trasformare le abitudini della vita quotidiana degli abitanti. Il passaggio dalla città del primo industrialesimo ottocentesco a quella della modernità razionale del XX secolo è espressa proprio dal grattacielo, tipologia resa possibile dal perfezionamento di alcuni materiali per l'edilizia (cemento armato e acciaio) e dall'invenzione dell'ascensore. Nato a Chicago dopo l'incendio del 1871 (con case sino a 14 piani!) il grattacielo trova sull'isola di Manhattan la propria isola del tesoro (dati i costi della proprietà fondiaria si dovette costruire in altezza). Gli anni Venti e Trenta del secolo scorso sono stati la sua stagione d'oro. Più dell'Empire State Building del 1931, che restò per molti anni il più alto del mondo (380 metri, 102 piani) fu il Chrysler Building di Van Alen (1930, alto 315 metri) a stupire e trasformare skyline e gusto degli abitanti di New York quando, un po' all'improvviso, venne smontato il ponteggio e si stagliò nel cielo la sua cuspide déco e naturalistica. L'insetto-astronave depositato da Gehry a Bilbao non potrà segnare la storia dell'architettura in modo così evidente come i casi citati, ma è la testimonianza del perdurante tentativo di rivoluzionare spazi urbani anche attraverso un'estetica dello stupefacente.
Cupole o guglie, quante rivoluzioni
La storia dell'architettura è caratterizzata da un tentativo costante di stupire e commuovere gli spettatori. Gli edifici più grandi e più audaci hanno sempre cercato di trasmettere significati e di trasformare lo spazio urbano circostante. La cupola emisferica di Santa Sofia, la cattedrale di Chartres e la cupola a doppia calotta del Duomo di Firenze sono esempi di come l'architettura possa essere utilizzata per creare un'esperienza di stupore e di trasformazione. Il Duomo di Milano e l'Escorial sono altri esempi di come l'architettura possa essere utilizzata per creare un'esperienza di magnificenza e di sviluppo di una idea residenziale.
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