Il sindaco irritato per gli annunci dell'assessore De Lillo Tutti contro tutti? Più o meno. In attesa della presentazione di martedì, sullo stadio della Roma c'è un gran polverone. Il nuovo capitolo è di ieri, con le dichiarazioni di Fabio De Lillo, assessore all'Ambiente: «Lo stadio della Roma - ha detto sarà realizzato a 500 metri dall'Aurelia, in via della Monachina, fuori dal raccordo e vicino a un campo nomadi. È un'area agricola non di pregio e di 140 ettari, con un indice di cubatura molto basso». L'assessore è andato oltre: «Ci sarà un centro commerciale a 3 chilometri, un centro residenziale, opere infrastrutturali come la nuova fermata di Massimina, della 'FR5', realizzata a spese del costruttore dello stadio, e lo sviluppo della metro A fino a Casalotti». De Lillo ha anche spiegato che Massimina sarà un'area in cui «sorgerà una centralità, con la ricollocazione di una parte delle cubature previste a Tor Marancia. Al Pescaccio, a pochi chilometri di distanza, sarà costruito il centro commerciale più grande d'Europa». Fine? Ancora no: «Il nuovo stadio è veramente bello e sarà dotato di tecnologie innovative e rispettose dell'ambiente, con l'installazione di pannelli fotovoltaici e un'area verde nei dintorni». Le anticipazioni hanno fatto arrabbiare Alemanno. Che, poco dopo l'uscita di De Lillo, ha precisato: «Le notizie diffuse sono in parte vere e in parte di fantasia. Bisogna aspettare martedì, poi ricomincerà un iter di verifica sia con le istituzioni che con i cittadini. Nulla è definitivo e nulla è deciso. C'è una proposta e su questa lavoreremo per rendere compatibili tutte le esigenze: ambientali, della tifoseria e della cittadinanza ». De Lillo si è adeguato: «Massimina è già una centralità inclusa nel Prg di Veltroni: le cubature e le opere previste su questa centralità non fanno parte del nuovo progetto stadio ». Frenate dovute ad un problema politico. La Soprintendenza ai beni paesaggistici, ufficialmente, non è mai stata coinvolta: al ministero, la questione sarà affrontata per la prima volta al tavolo interistituzionale di mercoledì, e c'è malumore per la presentazione del giorno prima («se arrivano con un progetto già in mano, significa che hanno fatti i 'birichini'», dicono al Mibac). Al tavolo, quindi, la Soprintendenza esprimerà la sue perplessità sulla necessità di costruire due nuovi stadi a Roma, e di farlo con questa urgenza.