Lurbanistica e, più in generale, il controllo del territorio saranno uno dei temi decisivi della prossima sfida regionale. Lì si vedranno bene le differenze tra i due schieramenti contrapposti. Il centrosinistra è chiamato a elaborare una politica chiara, senza esitazioni e compromessi, su un oggetto in cui sinora ha troppo confuso le proprie acque con quelle della destra. Che il "terreno" sia davvero minato, lo dimostra la reazione della roccaforte imperiese della destra allipotesi del piano casa regionale di Burlando. Accusato dai commentatori più avveduti di essere troppo arrendevole verso la speculazione edilizia piccola o grande, il piano casa ligure è stato criticato dalla Provincia di Imperia perché ritenuto troppo restrittivo e punitivo per lespansione edilizia. Se la Liguria abbia bisogno di altro cemento, ognuno giudichi da sé. Ma lepisodio è indicativo di una questione più generale: se il controllo del territorio viene delegato a enti molto locali non si salverà nulla dalla speculazione o dalla cementificazione, quale che che sia la parte politica che li governa, massime se sarà la destra. Il caso di Imperia è vistoso. Il Comune ha ceduto a privati aree pubbliche e ora vende anche le sue quote di proprietà uscendo di fatto dal porto cittadino di Porto Maurizio, che, in teoria, potrà in futuro essere transennato dai suoi proprietari e proibito alla cittadinanza. La stessa cosa intende fare a Oneglia. Qui ha già ceduto metà del vecchio porto a privati che vi parcheggiano maxiyacht, in barba allestetica, allambiente, alle esigenze della città (indotto zero, persino gli scaricalatrine vengono dalla Francia, quando vengono...). La maggioranza di destra esalta la bellezza della "mescolanza" di antico (case) e nuovo (yacht), grande (maxiyacht) e piccolo (pescherecci), senza accorgersi che è come proponesse un grattacielo in un centro storico, un parcheggio di camper in una vecchia piazza pedonale. La Regione deve prendere posizione sulla tutela del territorio, del paesaggio urbano e costiero. La Liguria non può permettersi altri scempi, altre cessioni a privati di beni pubblici. Un bene pubblico, al contempo urbano e costiero, bisognoso di specifica tutela, è quello dei "porti storici", come Sestri Levante, Portofino, Camogli, Oneglia, porti antichi, che insistono in abitati depoca, particolarmente belli e suggestivi, parte integrante del centro cittadino. La Liguria dovrebbe riconoscerli meglio e proteggerli di più. Questi bacini vanno sottratti ad usi speculativi e trattati con la cautela riservata agli antichi centri storici, in cui si consentono piccoli commerci e turismo sobrio; non possono diventare campeggi o parcheggi di grandi imbarcazioni, come succede da mesi a Oneglia. Perlomeno le banchine urbane, i moli abitati, bene civico e artistico di primordine, dove la Sovraintendenza regola, giustamente, persino il colore degli edifici, vanno difese dagli speculatori e lasciati alla libera e aperta fruizione di abitanti e turisti. La sinistra regionale ha già fatto più di un errore in passato, delocalizzando competenze di controllo e gestione del territorio, con conseguenze pessime per il paesaggio. Si sa che lente, tanto più è prossimo alla comunità locale, tanto meno è in grado di resistere alla pressione di chi vorrebbe costruire una palazzina, alzare un piano, fare dei box. Genova stessa, con i suoi orrendi, enormi garage, ceduti a privati su terreni pubblici, ne è un esempio. La Regione deve quindi mantenere e anzi accrescere le sue prerogative di vigilanza territoriale. E una scelta politica primaria, forse non molto popolare, ma necessaria, se si vuole salvare il patrimonio più prezioso della Liguria.
LIGURIA - Se il cemento guarda a destra
La prossima sfida regionale sarà determinata dal controllo del territorio. Il centrosinistra deve elaborare una politica chiara e senza compromessi su questo tema. La Liguria deve proteggere i "porti storici" e non permettere altre cessioni a privati di beni pubblici. Questi bacini devono essere trattati con cautela riservata agli antichi centri storici, dove si consentono piccoli commerci e turismo sobrio. La Regione deve mantenere e accrescere le sue prerogative di vigilanza territoriale per salvare il patrimonio più prezioso della Liguria. La sinistra regionale ha già fatto errori delocalizzando competenze di controllo e gestione del territorio. La Regione deve prendere posizione sulla tutela del territorio, del paesaggio urbano e costiero.
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