TESORI TRADITI. Attraverso una piccola porta lasciata aperta siamo entrati nell'antico e prestigioso edificio: all'interno una visione desolante e lugubre Muri che cadono a pezzi, serramenti sfasciati, immondizia E spuntano anche delle ossa, forse di uno scheletro umano È uno degli scorci più suggestivi della città. Il suo piazzale, eccezione fatta per il celebre balcone di Giulietta e Romeo, è la meta più ambita dai fidanzati che da lì possono godere della vista mozzafiato, di un'illuminazione fioca la sera e della tranquillità del verde che circonda il castello e il suo piazzale. Ma se gli occhi dei turisti e dei veronesi potessero guardare attraverso i muri di Castel San Pietro, non vedrebbero che degrado, totale abbandono e tanta sporcizia. E quell'elegante scorcio di città verrebbe rovinato all'istante. In realtà, lo stato di incuria in cui versa l'antico edificio militare inizia a scorgersi anche dall'esterno. Alcuni calcinacci della facciata minacciano di crollare, gli scuri e alcuni pannelli di compensato fissati alle numerose finestre iniziano a cadere e a rompersi. CASTELLO ABBANDONATO. È però solo entrando all'interno dell'edificio e visitando una ad una tutte le numerose stanze che ci si rende conto di quanto sia grave la situazione. Una piccola porta al piano terra, sul retro del piazzale, è aperta e quindi l'ingresso è fin troppo comodo e accessibile da chiunque. E che più di qualcuno ci sia stato recentemente è dato certo. Lo testimoniano pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie di vino e superalcolici abbandonate, lattine di birre a terra, una delle quali sembra essere stata lanciata piena, non tanto tempo fa, a diversi metri di distanza dato che la scia del contenuto è ancora ben visibile a terra. Del resto, sono molte le segnalazioni arrivate nelle ultime settimane alla polizia municipale, che in questo periodo ha infatti effettuato ripetuti sopralluoghi, senza lasciare nulla di intentato. Bottiglie, sigarette ma anche gusci di noci schiacciati, un bicchiere e cartine per fare sigarette o altro, ci sono addirittura sul tetto terrazzato di Castel San Pietro. Rifiuti abbandonati dimostrano che qualcuno ha trascorso qualche serata in quella cornice spettacolare e al tempo stesso decadente e spettrale. All'interno, si alternano pavimenti spaccati e pietre catalogate e abbandonate, probabilmente i risultati di alcuni carotaggi, al secondo piano ci sono i resti del vecchio allestimento di una mostra. E ancora strutture rotte e cadenti, vecchi arredamenti in rovina. In una stanza, troneggia un altare in marmo, abbandonato. LE OSSA. Il giardino posteriore dell'edificio è transennato. Al centro, i resti venuti alla luce in seguito ad alcuni scavi recenti. Si tratta molto probabilmente di un'antica cisterna viscontea o scaligera, come aveva dichiarato nel 2007 l'allora Soprintendente Giuliana Cavalieri Manasse. Dai teli che ricoprono la costruzione, la vegetazione inizia a spuntare, segno che questa situazione permane immutata ormai da tempo. In un angolo, buttate sopra ad un sacchetto di nylon, ci sono addirittura delle ossa: si tratterà di vedere se appartengono ad uno scheletro umano. LA CASA DEL CUSTODE. Chiusa da un lucchetto è invece la porta d'entrata della casetta di fronte all'edificio, una volta abitata dal custode. Sembra non esserci un varco per entrare. Eppure spiando dalle finestre protette da inferriate di ferro si vedono all'interno i chiari segni di quella che è stata fino a qualche tempo fa un'occupazione abusiva. A terra ci sono, in più di una stanza, materassi e coperte lerci, bottiglie e pacchetti di sigarette vuoti abbandonati a terra e addirittura escrementi. L'ARRIVO DELLA FUNICOLARE. Anche l'arrivo della vicina funicolare, in disuso e abbandonata al logorio del tempo e delle intemperie, è stata utilizzata come dormitorio. Lo testimoniano due paia di scarpe da ginnastica abbandonate, coperte e stracci, e ancora bottiglie e sigarette. In uno degli angoli esterni, invece, che si affacciano sulla città, anche i resti di un piccante «tête à tête», con tanto di lumini ormai consumati e preservativi abbandonati. LA STORIA. Ciò che resta ora della zona di Castel San Pietro ha insomma ben poco a che vedere con le sue origini. Qui sono state trovate le più antiche tracce di insediamento preromano, risalenti all'Età del Ferro. Ma la ricostruzione del 1393 ha cancellato le antiche preesistenze. In epoca veneta il castello, con nuovi fabbricati interni, era destinato anche alla residenza del comandante militare. Meno gloriosa, la storia recente, riporta la vendita della fortezza dall'amministrazione Zanotto alla Fondazione Cariverona tre anni fa, previa assicurazione che lo stabile sarebbe stato utilizzato come spazio museale e quindi di nuovo fruibile dai veronesi e dai turisti. Nel novembre del 2007 ci sono stati i lavori preliminari del restauro, che hanno portato alla luce i resti. Poi più nulla. E ora, a distanza di quasi due anni, a farla da padrone è solo il degrado. L'OCCHIO ELETTRONICO. A vigilare su Castel San Pietro dovrebbe essersi, a breve, una telecamera. Gli occhi elettronici, probabilmente, riusciranno a frenare l'occupazione abusiva degli edifici. Ma di certo non saranno in grado di restituire a questo scorcio della città il rispetto, l'eleganza e la cura che gli spetta.