ITER DEL RECUPERO. Da tre anni l'edificio è di Fondazione Cariverona Sarà destinato a museo Entro l'anno i progetti L'obiettivo è l'inizio dell'anno prossimo. Per quella data la Fondazione Cariverona, proprietaria da tre anni di Castel San Pietro, conta di partire con i lavori per restaurare l'edificio costruito dagli austriaci fra il 1851 e il 1856, dal 1932 proprietà del Comune di Verona che a sua volta l'aveva rilevato dal demanio. La Fondazione, presieduta da Paolo Biasi, acquistando l'ex complesso militare asburgico, pagato 11 milioni 50mila euro, ha posto le basi per recuperare finalmente un immobile che dai primi anni '70 non è più stato utilizzato. Dopo essere stato sede dal dopoguerra dell'Istituto Calderara, un collegio per l'infanzia gestito dalle suore «cappellone». Prima del Calderara il castello costruito sul colle del Teatro Romano dove è nata Verona e dove sono stati trovati reperti dell'Età del ferro aveva ospitato nel '42 e '43 la scuola d'arte e prim'ancora un'istituzione fascista. Nel passaggio di proprietà dal Comune a Cariverona, firmato il 27 ottobre 2006, si prevede che Castel San Pietro avrà una destinazione museale, quindi pubblica. Ed è a questa che deve puntare Cariverona, che sta lavorando a un progetto di restauro dell'edificio e di recupero funzionale, che dovrà quindi avere il via libera della Sovrintendenza. Da Cariverona fanno sapere che la visione del restauro deve essere di tipo sostanzialmente conservativo e quindi non tale da alterare in maniera determinante l'edificio. La Fondazione sta quindi valutando con la Sovrintendenza il progetto di recupero. I lavori dovrebbero costare circa 15 milioni. Entro la fine dell'anno è presumibile che si arrivi a una conclusione dell'iter, dopo di che anche il Comune ne prenderà visione. Anche in considerazione del fatto che si è già lavorato al parco esterno al castello, in zona di proprietà comunale. Per Castel San Pietro, come detto vincolato a una funzione culturale-museale, si è parlato di museo della città, ma si era paventato anche che potesse ospitare la Galleria d'arte moderna di Palazzo Forti (anche opere del museo russo Hermitage; ipotesi decaduta) o più in generale un centro per attività culturali. Nell'arco di due-tre anni, comuque, si prevede che i restauri siano terminati. La strada, però, è già tracciata, per quanto riguarda i contenuti del futuro Castel San Pietro, dopo decenni di proposte a 360 gradi, quando era ancora di proprietà del Comune. Si andava dall'albergo di lusso al centro benessere, dal casinò all'ostello della gioventù, fino appunto alla destinazione museale. Un dibattito ripropostosi ciclicamente, fino alla vendita dell'edificio, avvenuta sotto l'amministrazione Zanotto. Collegato al recupero di Castel San Pietro c'è anche il capitolo «funicolare», cioè il vecchio collegamento fra Santo Stefano e Castel San Pietro, sul percorso della vecchia funicolare, anche quella dismessa da decenni. L'idea emersa già negli anni scorsi era quella di recuperare la struttura costruendo un ascensore inclinato trasparente, ideale collegamento pedonale per i visitatori, partendo dal Teatro Laboratorio e arrivando al piazzale del castello con fermata intermedia per accedere al museo archeologico del Teatro Romano. Cariverona è disponibile a finanziare l'opera e sta trattando con il Comune il progetto. «La futura funicolare sarà un impianto a cremagliera e dovrà ospitare una ventina di passeggeri», spiega l'assessore ai lavori pubblici, Vittorio Di Dio, «e siamo appunto in attesa di valutare il progetto con la Fondazione Cariverona».
VERONA - Restauro soft. Con la funicolare
La Fondazione Cariverona, proprietaria di Castel San Pietro da tre anni, sta lavorando per restaurare l'edificio costruito dagli austriaci tra il 1851 e il 1856. L'obiettivo è iniziare i lavori entro l'anno prossimo. La destinazione prevista è un museo, quindi pubblico. La Fondazione sta valutando con la Sovrintendenza il progetto di recupero e i lavori dovrebbero costare circa 15 milioni. Il parco esterno al castello è già stato lavorato e si prevede che i restauri siano terminati in due-tre anni.
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