Chattava su Internet e chiedeva il valore dei pezzi iracheni provenienti da Telloh. «Ho acquistato 4 testine di Hatra -scriveva - Quanto valgono? Chi vuole comprarle?» Poi parlava del «catasto», il pezzo più raro e antico (2100 a.C.). Nel mondo se ne conoscono meno di 50, sparsi tra le sezioni assiro-babilonesi dei musei di Berlino, Londra, Parigi, Baghdad. Il «catasto» è una tavoletta d'argilla a forma di pagnotta con iscrizioni in lingua sumera. Serviva a misurare le aree dei campi. Anche quella viene dagli scavi di Telloh, un sito archeologico adiacente a Nassiriya. C'è anche questo risvolto inaspettato nell'inchiesta che i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno appena concluso su un traffico internazionale archeologico, in prevalenza di rare monete antiche, che ha avuto come base San Marino e la Romagna, e che ha portato all'arresto di quattro persone e al sequestro di 20 mila mo-nete greco-romane. Sessanta i denunciati per ricettazione. A Roma questo traffico era concentrato nell'appartamento di un acquirente, A. Dell'E., un giovane che faceva la spola tra la città natale di Lanciano (Chieti) e la capitale dove sono stati trovati i pezzi più rari come le testine di Hatra e il «catasto», n suo fornitore, un giordano che faceva acquisti negli Stati Uniti, è stato a sua volta arrestato in Giordania. Pensavano di farla franca su Internet, dove la «Mediterranean Coins» di Giovanni Grimaldi e Barbara Serenili era ospitata con le sue aste di vendita dal portale eBay. A San Marino si appoggiavano poi alla ditta «Nomisma», diretta da Matteo Del Grande. Per due anni, con l'aiuto del siciliano Tonino Grimaldi, hanno fatto affari d'oro. Finché non sono stati notati dagli investigatori, prima l'Interpol cipriota, poi i carabinieri. A Roma infine i ritrovamenti iracheni più preziosi.