Lo scempio del muro a lago, il problema relativo all'area Ticosa, le strade dissestate, i marciapiedi impercorribili, gli osceni ripristini stradali (vedi per esempio via Tagliamento ad Albate), la sporcizia che regna sovrana, il caos viabilistico, sono solo alcuni degli aspetti che la nostra amata città presenta agli occhi di tutti noi, turisti compresi, ad esclusione del sindaco e degli assessori, nonché dei consiglieri che pare nulla sappiano e nulla vedano Lo scempio del muro a lago, il problema relativo all'area Ticosa, le strade dissestate, i marciapiedi impercorribili, gli osceni ripristini stradali (vedi per esempio via Tagliamento ad Albate), la sporcizia che regna sovrana, il caos viabilistico, sono solo alcuni degli aspetti che la nostra amata città presenta agli occhi di tutti noi, turisti compresi, ad esclusione del sindaco e degli assessori, nonché dei consiglieri che pare nulla sappiano e nulla vedano. Malgrado tutto questo sindaco ed assessori rimangono al loro posto come una casta inamovibile! Come è lontano quel tempo, ma sempre presente nella nostra memoria, nel quale L'on.le Pigni allora sindaco di Como, non per colpa sua ma di un funzionario, si dimise dalla sua carica perché ne sentiva la responsabilità non solo verso l'istituzione, ma verso la cittadinanza. Esempio di alta rettitudine morale. Imparate sindaco e assessori, imparate! Elio Guanziroli e.mail Trovo inammissibile tutta questa arroganza Cara Provincia, al di là di ogni altra considerazione trovo inammissibile il tono arrogante con cui certi amministratori della cosa pubblica reagiscono alle critiche dei cittadini. L'altro giorno il signor Caradonna invitava i comaschi a preoccuparsi dei muri di casa loro. Tempo addietro un altro consigliava, per sopperire a un certo bus che era stato soppresso, di alzarsi mezz'ora prima. E così via. Questi signori dovrebbero ricordarsi che si trovano nelle loro posizioni perché lì li ha portati il voto dei cittadini. E i cittadini dovrebbero ricordarselo alle prossime elezioni. Marco Zenna Como Penso cose impubblicabili Andatevene a casa Quando ho visto su La Provincia la foto del muro sul lungolago, ho pensato a uno scherzo o a un fotomontaggio. Non avrei mai creduto che esseri umani, che si presume dotati di un certo quoziente di intelligenza, arrivassero a perpetrare un simile stupro al paesaggio. Evidentemente ci sono menti malate tra noi. Quello che penso dei nostri "eletti" e illuminati politici è impubblicabile. Andatevene! Tullio Malavasi Como Forse si può ricorrere a materiali "trasparenti" Vorrei segnalare che si potrebbe magari ricorrere alla realizzazione di parti con materiali ?trasparenti'. Ad esempio resine polimeriche tipo, per intenderci, quelle che sono utilizzate per la realizzazione delle vasche di contenimento dei pesci all'acquario di Genova. Sono materiali incredibili, con resistenze enormi. Chiaro che un simile ?suggerimento' è solo per porre l'interrogativo a chi di competenza, in quanto non so se integrabile nelle strutture che si stanno realizzando, i suoi costi, e se tecnicamente possibile. Ma probabilmente per alcune parti potrebbe essere una strada da approfondire. Mi auguro che si possiate fare da portavoce a questo suggerimento, tanto per non lasciare nulla d'intentato nella ricerca di soluzioni allo scempio che è stato messo in atto. Un cordiale saluto Lorenzo Colombini e.mail Ma non possiamo cacciarli tutti quanti? Ma in che mani siamo caduti? Questi politici che discutono sull'altezza dei muri della passeggiata, sul progetto non corrispondente all'opera, sul non abuso... ma a nessuno interessa il lago! Noi cittadini che ogni tanto prendiamo dell'asino, dell'ignorante da parte di queste persone, non possiamo proprio fare nulla, non possiamo, escluso qualche rara mosca bianca, cacciarli tutti quanti da palazzo Cernezzi? Sembra che Como, città turistica, abbia come scopo principale favorire a più non posso le vicine Lugano e Lecco. Che tristezza! Un cittadino, Carlo Broggi e.mail Le paratie, opera inutile che ci è stata imposta Egr. direttore, a quanto mi risulta, dai vostri sondaggi tale opera era stata ritenuta inutile dalla maggior parte dei comaschi, ma è stato lo stesso, a questo punto direi "imposta" più che realizzata, da chi regge le sorti di questa città. Inoltre per i residenti non comaschi che popolano le rive del lago, in particolare quelli delle zone alluvionabili dell'Alto Lago, l'opera è stata ritenuta dannosa perché il Consorzio dell'Adda che regola i livelli del lago potrebbe sentirsi autorizzato a far maggior magazzino ed a trascurare la consueta prudenza prealluvionale. A sostegno della tesi della scarsa utilità dell'opera e della intrinseca pericolosità insita nell'egoistico spostare il danno a terzi, sono gli eventi meteo dei primi sei mesi di quest'anno. Tale semestre sarebbe stato da bollino rosso, ossia considerato a massimo rischio di esondazione causa disgelo della strabordante neve caduta e causa intensità delle piogge primaverili. Ma grazie alla abilità gestionale di chi le regola i flussi nulla è accaduto. Le informazioni meteo del giorno d'oggi sono precise e puntuali, anche a medio periodo. Quindi un buon "amministratore" di livelli avrebbe dimostrato con i fatti che, se vuole, potrebbe affrontare con successo per tempo tutti i rischi di ordinaria esondazione. In attesa di seguire l'evolversi degli eventi, almeno mi auguro venga abbattuto il muro che nessuno vuole e che i veri proprietari del territorio, ossia i cittadini, non vengano invitati, si legge, a farsi i fatti loro da chi dovrebbe tutelarli. Saluti. Walfredo Cecconi e.mail Potremmo alzare il lago... Così lo vedrebbero tutti Carissimo direttore, semplicemente le volevo esprimere i miei vivissimi complimenti per l'efficace suo editoriale («Tre uomini in barca ... »). Poichè Caradonna ha alzato un muro ma promette che per vedere il lago alzerà la sede stradale, i marciapaiedi e, ovviamente i tombini, perché non suggeriamo al lungimirante assessore alle grandi opere di alzare il lago e magari inclinarlo? Così lo vedrebbero tutti! Mamma mia, direttore, l'amministrazione Bruni è l'unica in Italia che partendo dal fondo è riuscita a cadere più un basso. Ticosa docet ! Con grande stima. Carlo Crimella Albate
COMO - Lo scempio del muro a lago
Il testo è un articolo di giornale che denuncia lo stato di degrado della città di Como, in particolare la passeggiata lungolago, le strade e i marciapiedi. I cittadini lamentano la mancanza di attenzione da parte del sindaco e degli assessori, che sembrano essere "casta inamovibile". Alcuni suggeriscono di utilizzare materiali "trasparenti" per la realizzazione di strutture, come resine polimeriche, per ridurre l'impatto visivo. Altri chiedono di alzare il lago per migliorare la vista. Il testo è caratterizzato da un tono critico e ironico, con alcune battute e scherzi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo