Sui resti delle colonie ex Enel nasceranno monolocali da 40 mq Senigallia Tornano i mini appartamenti sul lungomare, nelle ex colonie Enel ormai rase al suolo. Non resta più niente dell'edificio dove, in deroga alla variante delle zone costiere, potranno sorgere anche abitazioni di 40 metri quadri. Lo prevede una delle prescrizioni inserite nelle norme tecniche di attuazione del progetto. "La superficie utile minima degli alloggi residenziali è fissata nella misura di 52 mq". E fin qui nulla di strano. Ma poi nelle prescrizioni particolari si legge anche che: "E' ammessa la realizzazione di alloggi di dimensioni inferiori, fino ad un minimo di 40 mq, nella misura del 25 della superficie utile complessiva destinata a residenza. Per gli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione senza demolizione delle strutture portanti esistenti, effettuati su unità edilizie esistenti di superficie utile lorda non superiore a 300 mq, è ammessa una superficie minima netta degli alloggi pari a 45 mq". Non sarà facile però attenersi a quest'ultima prescrizione che si riferisce alle parti non demolite, di fatto inesistenti. Le norme tecniche di attuazione, come denunciato ieri da Roberto Mancini, non contemplano la demolizione che anzi veniva rimandata all'approvazione del piano di lottizzazione. I fatti invece si sono svolti diversamente. I più maligni credono che, dopo la lettera inviata dal comitato del lungomare al Ministro Bondi per chiedere di sospendere la demolizione, i lavori siano stati accelerati nel timore che il ministro potesse accogliere tale istanza. Resta il fatto che non era nelle intenzioni della proprietà abbattere l'intera struttura. Stando al progetto preliminare, presentato nelle scorse settimane dalla proprietà, il corpo centrale non sarebbe stato demolito, come invece è avvenuto. Sui tempi e sulle modalità dell'intervento restano quindi ancora molti interrogativi aperti. "Il nuovo complesso alberghiero-ricettivo è costituito da diversi servizi riporta il progetto quali: il centro termale, il ristorante, l'albergo di 70 camere, il bar, la piscina all'aperto, la piazza a mare, la piazza coperta ad uso pubblico. La presenza del centro benessere con i relativi servizi costituisce un rafforzamento del carattere termale di questo complesso, recuperando così la storica funzione elioterapica delle colonie marine. Il progetto prevede un'operazione di restyling dell'edificio delle ex colonie demolendo tutte le superfetazioni e rinnovando la struttura architettonica". Previsione che però contrasta con quanto avvenuto in questi giorni. Non si può infatti più parlare di restyling ma di una costruzione ex novo, perché non esiste più alcun edificio da restaurare. "L'operazione di rinnovo della struttura prosegue la descrizione del progetto consentirà di collocare al suo interno un ristorante, le suite dell'albergo e una piazza coperta ad uso pubblico. Anche le residenze permanenti (sono previste 32 unità abitative) sono state progettate come reinterpretazione dei villini a mare e pertanto la maggior parte di queste sono pensate a due livelli e inserite in quel sistema di spazi aperti e di alberature che costituiscono il connotato principale della riqualificazione dell'intera area". SABRINA MARINELLI, stampa l'articolo
SENIGALLIA - URBANISTICA. Spuntano i micro-appartamenti
I resti delle colonie ex Enel a Senigallia saranno trasformati in monolocali da 40 mq. Le norme tecniche di attuazione del progetto prevedono la realizzazione di alloggi di dimensioni inferiori, fino a 40 mq, nella misura del 25 della superficie utile complessiva destinata a residenza. Tuttavia, la demolizione dell'edificio originale non è prevista, ma è stata effettuata in realtà. Il progetto prevedeva un'operazione di restyling dell'edificio, ma ora si tratta di una costruzione ex novo. Le residenze permanenti previste sono 32 unità abitative, progettate come reinterpretazione dei villini a mare.
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