I commercianti di Ascom Bologna bocciano senza appello l'accordo tra Comune, Soprintendenza e Atc per il passaggio del Civis in Strada Maggiore. «Non risolve il problema dell'impatto in centro del mezzo», dice il presidente Enrico Postacchini. Critiche anche dall'associazione Italia Nostra, ma il direttore dei Beni Culturali Carla di Francesco difende l'accordo «il migliore possibile, terremo gli stessi criteri anche per le altre strade». Per il numero uno dei commercianti di Strada Maggiore l'intesa che spiana la strada al Civis in Strada Maggiore e in via San Vitale, senza banchine e guida ottica, ha un grosso limite: «Non risolve le complesse questioni di impatto dovute al passaggio di un mezzo pubblico ad altissima frequenza in un tessuto urbano medioevale». Per Postacchini, dunque, resta «più ragionevole modificare l'itinerario, escludendo le radiali monumentali come Strada Maggiore e San Vitale». Contro l'accordo dell'altro ieri si schiera anche l'associazione Italia Nostra, che parla di «un compromesso», visto che il Civis anche senza banchine e guida ottica «resta dannoso per l'edilizia monumentale e le strade storiche». Polemiche che non smuovono il direttore regionale per i Beni Culturali. «è il miglior accordo che ci potevamo aspettare sottolinea Carla di Francesco togliendo le opere invasive come le banchine e la pavimentazione in asfalto siamo riusciti a far quadrare le cose». Per gli altri tratti dove passerà il Civis, come l'asse Ugo Bassi - Rizzoli, l'intenzione è quella di «tenere fermi gli stessi criteri», spiega Di Francesco, che adesso chiede al Comune uno sforzo ulteriore. «Visto che il tessuto cittadino è stato un po' maltrattato per decenni dice la dirigente dei Beni Culturali nel corso del mandato dovrebbe essere riconsiderata tutta la circolazione nel centro storico».