Distensione sul commissariamento Ma la partita resta aperta sulle nuove regole del Pgt Dopo lo scontro, è già arrivata lora del disgelo. Letizia Moratti e Salvatore Ligresti si sono incontrati per un breve faccia a faccia, allHangar di Linate, in occasione della serata di gala per la conclusione del festival MiTo. Pochi minuti di conversazione durante i quali avrebbero manifestato la reciproca intenzione di superare limpasse e di dialogare per cercare, sulle questioni urbanistiche, una soluzione che salvaguardi i rispettivi interessi. Lincontro non è passato inosservato. Neppure tra i mille ospiti che, a ritmo di swing, hanno festeggiato la conclusione del festival MiTo. E non soltanto perché Salvatore Ligresti non è noto per le sue apparizioni mondane. Ma soprattutto perché quello con Letizia Moratti era il primo faccia a faccia dopo la dichiarazione di guerra sullurbanistica lanciata a Palazzo Marino dal costruttore. E perché quella stretta di mano e quel breve colloquio segnano il tentativo di una tregua. Era tarda sera quando il sindaco è arrivata alla festa Anni Trenta organizzata nellhangar di Linate. Un enorme spazio trasformato in un club di Chicago. La pista, il balcone per i cocktail, il palco, le luci, i fiati. E, attorno allo spazio riservato alle danze, i tavoli rotondi. Il cerimoniale aveva sistemato vicini i posti riservati agli ospiti del Comune e a quelli di Fondiaria Sai, uno degli sponsor del festival. Impossibile ignorarsi. Anche se per molti la presenza dellingegnere, che poche ore prima aveva riunito a casa i più stretti consiglieri, non è sembrata casuale. Lui, limprenditore che è arrivato a chiedere alla Provincia di commissariare Palazzo Marino per sbloccare tre progetti edilizi, avrebbe voluto lanciare un segnale distensivo. Letizia Moratti e Salvatore Ligresti si sono parlati. Frasi di cordialità, quelle che si scambiano normalmente durante una serata. Eppure, senza scendere nei particolari tecnici, il sindaco e il costruttore hanno affrontato anche la richiesta di commissariamento tentando di riportarla nei binari di un normale atto amministrativo. Il sindaco lo ha ripetuto spesso negli ultimi giorni: «Ligresti ha fatto appello a una legge regionale: è suo diritto farlo». Fin qui il primo capitolo. Di una vicenda che, però, è appena iniziata. Dalla Provincia sono partite ieri le lettere ufficiali. Per ora, Palazzo Isimbardi ha chiesto altri documenti a una società del gruppo Ligresti e al Comune. Ma la partita, quella vera, si chiama Pgt, il Piano di governo del territorio che cambierà Milano nei prossimi ventanni. «Le nuove regole», come le ha definite il sindaco. Che, dicono i suoi più stretti collaboratori, ha tutte le intenzioni di far approvare. «Lei non si muove di un centimetro», ripete chi le sta vicino. Sapendo che anche da qui passerà la sua ricandidatura. Ma il documento che per essere approvato nei tempi stabiliti dalla Regione (il prossimo marzo) dovrebbe seguire una tabella di marcia serrata, dovrà passare dalle forche della politica e degli interessi incrociati in città. E lesito non è per niente scontato. Letizia Moratti potrebbe trovare nella Lega, che sta cercando di far passare limmagine di un partito contro il cemento, un alleato. Qualche giorno fa si è mostrata alla festa del Carroccio più "verde" che mai. Venerdì prossimo sarà al Castello, per la proiezione del film sul Barbarossa del regista Renzo Martinelli. Linvito, spedito direttamente da Umberto Bossi, è stato recapitato a mano ieri a Palazzo Marino. A portarlo un messaggero deccezione: il figlio del capo, Renzo Bossi.
MILANO - URBANISTICA. Ligresti e Moratti, disgelo alla festa. Faccia a faccia al galà di Linate per chiudere lo scontro sulle aree
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e il costruttore Salvatore Ligresti si sono incontrati per una serata di gala per la conclusione del festival MiTo. Il loro incontro è stato visto come un tentativo di una tregua dopo la dichiarazione di guerra sull'urbanistica da parte di Ligresti. La Provincia ha già iniziato a indagare sulla richiesta di commissariamento di Palazzo Marino da parte di Ligresti, ma il sindaco ha ripetuto che è suo diritto farlo. La vera partita è il Piano di governo del territorio (Pgt) che Moratti ha definito, che dovrebbe essere approvato entro marzo. Il documento dovrà passare dalle forche della politica e degli interessi incrociati in città, e l'esito non è scontato.
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