«Orribile», «sconcertante», «vergognoso», «uno schifo». Non hanno bisogno di interpretazione i commenti di commercianti, ristoratori e cittadini sul muro che domina il cantiere della paratie. Una palizzata di quasi due metri che, almeno attualmente, oscura quasi del tutto la visione del lago.Davanti agli oblò dei muri di legno innalzati a protezione dell'area interessata dai lavori, per l'intera giornata di ieri è stato incessante il via vai di persone arrivate per osservare direttamente quella barriera oggi nell'occhio del ciclone. Dall'altro lato della strada, commercianti ed esercenti non possono fare a meno di spingere lo sguardo verso il lago e scuotere la testa.«È evidente a chiunque che c'è qualcosa che non va - dice Giordano Gatti, titolare della Gelateria Lariana - Sono lavori che dovrebbero essere monitorati giorno e notte, non capisco come si sia potuti arrivare a questa situazione. È assurdo pensare che si faccia davvero una tale schifezza nella zona di maggior pregio della nostra città».Per il Ristorante Imbarcadero, la vista lago è da sempre uno degli elementi di forza. «Ci avevano garantito che avremmo avuto un lungolago bello almeno quanto quello di Lugano - dice Domenico Epifanio, dipendente del ristorante - Ora ci chiediamo cosa vedremo quando sarà terminato il cantiere e sarà rimossa la barriera protettiva. I clienti ci fanno un sacco di domande e non sappiamo più cosa rispondere. Attualmente c'è un muro che copre completamente la vista del lago, possiamo sperare che a opera finita cambi la situazione, ma c'è qualcosa che non quadra».Il responsabile del salone d'arredamento Gerosa Design, Ivan Ferrario, architetto, è sconcertato.«È orribile - dice senza mezzi termini - Prima vedevo il lago, ora a malapena le punte degli alberi e delle barche. Non me lo aspettavo proprio». Più cauta Teresa Saibene, responsabile delle relazioni esterne della Fondazione Antonio Ratti. «Esteticamente non mi piace, questo è certo, ma preferisco aspettare che l'opera sia ultimata prima di dare giudizi definitivi».Passando oltre piazza Cavour, nella zona che a breve dovrebbe essere interessata dal cantiere, i commenti non cambiano. «È una schifezza - attacca Nives Franca Scavino, dell'agenzia Viaggi Ronchi - Una vergogna. Quando abbiamo iniziato a vedere il muro eravamo convinti che fosse qualcosa legato al cantiere, necessario per i lavori. Ora invece scopriamo che stanno realizzando una sorta di bunker, è uno scandalo e basta».Il tenore dei commenti non cambia neppure tra i comaschi fermi davanti agli oblò. «Sono decisamente infastidita - dice Annalena Piacentini - Queste sono cose che dovevano essere previste e spiegate prima. Mi sembra impossibile che si sia arrivati a questo punto, mi chiedo se siamo in mano a persone competenti o cos'altro».«Vedo il mio lago da settant'anni e questa è un'indecenza bella e buona - attacca inferocito Luigi Veronelli - È uno scempio immondo e immorale, una vergogna. Cosa dovremo fare, prendere l'ascensore per vedere il lago' Non è giusto che ci tolgano il diritto di ammirare il paesaggio. Mi auguro che l'assessore competente faccia pubblica ammenda e poi demolisca questo schifo. Diversamente, sono certo che i cittadini comaschi si faranno sentire in maniera molto forte. Sono pronto a promuovere personalmente una petizione per fermare questo assurdo scempio».Poche le voci fuori dal coro. «Lasciamo che finiscano di lavorare e poi vedremo - dice Pierangelo Rumi - I giudizi li daremo alla fine del cantiere, ora è prematuro. Certo, se ci si troverà davanti una saracinesca sarà un bel roblema, ma è giusto attendere prima di commentare».