Il vicepresidente della Provincia critica Mancinelli e lo stimola sulla nascita di un centro studi Una politica culturale legata alla tradizione classica. E' quanto chiede per Fano l'assessore alla cultura e vicepresidente della Provincia Davide Rosi che critica le linee programmatiche della giunta fanese prive "di qualunque riferimento a quella che è la vera eccellenza della nostra città. In questa analisi non si parla di Vitruvio, né di alcun argomento riguardante proposte sui nostri beni classici e la tradizione culturale che ne deriva. Ad esempio le numerose iniziative che andrebbero messe in campo per la salvaguardia, la tutela e valorizzazione delle mura e di tutti gli altri preziosi resti archeologici della città". Franco Mancinelli, neo assessore comunale alla cultura, aveva annunciato che i suoi obiettivi erano quelli di confermare eventi di successo come il Fano Jazz, il Fano Film Festival, Cianfrusaglia, ma anche Fondazione Teatro, cori ed orchestra sinfonica, a cui affiancare iniziative per i giovani, puntando su allargamento del museo, nuova Mediateca, mostre di grande qualità, una casa della poesia nel Bastione Sangallo. Rossi ricorda però come il patrimonio archeologico fanese sia composto di una cinta muraria e di un arco tra i meglio conservati della romanità. "Anche il resto del nostro patrimonio storico-architettonico pare trascurato in queste linee programmatiche, tranne il Bastione Sangallo e la Rocca Malatestiana, che però sono visti più come contenitori che come monumenti da preservare e comunicare". Fano nel De Architectura Secondo lui Fano avrebbe invece tutte le carte in regola per definirsi la città di Vitruvio, dato che nel "De Architectura", è la sola citata come sede di un'opera del grande architetto, e cioè la famosa Basilica. A tal proposito tira in ballo il festival della bellezza, proposta avanzata da Mancinelli. "E' una buona idea ammette Rossi facendo però un appunto che dovrebbe partire dalle nostre tradizioni e, quindi, proprio da Vitruvio, lui sì che è alle origini della concezione di bellezza, così come la intende la nostra cultura occidentale. Da colui che ne ha fondato i cardini si potrebbe arrivare alla bellezza come strumento di educazione per i bambini e i ragazzi, chiudendo il cerchio con l'altra eccellenza fanese, che è La Città dei Bambini". Rossi ricorda poi che nel ruolo di assessore comunale alla cultura aveva dato vita ad un tavolo di lavoro per istituire il Centro Studi Vitruviani, un'idea che ora, nella sua nuova veste istituzionale, ha intenzione di riprendere in mano e per questo invita Mancinelli ad affiancarsi a lui nella realizzazione del progetto di cui Fano potrebbe essere capofila. Archeologia da promuovere "Allora avevo coinvolto la Provincia, la Regione e alcuni dei più importanti studiosi locali, purtroppo, quando sono stato allontanato, tutto si è arenato, ora va riproposto perché l'intero territorio provinciale ospita dei siti archeologici, legati alla classicità: Fossombrone, S.Angelo in Vado, Colombarone, Macerata Feltria". FEDERICA GIOVANNINI, Ci sono diverse tesi sull'ubicazione. Berardi auspica l'avvio di ricerchedi geo-sonda nel seminario A caccia dei resti della Basilica famosa in tutto il mondo Fano E' proprio nel trattato De Architectura, scritto dallo stesso Vitruvio, che, nell'illustrare il modello più diffuso di basilica dei tempi, si parla della presenza di una Basilica a Fano: "Non avranno tuttavia minore maestà e bellezza le basiliche fatte nella maniera di quella di cui ho progettato e diretto la costruzione nella Colonia Giulia di Fano". L'architetto romano prosegue nella descrizione fornendo misure e proporzioni dell'edificio, con dovizia di dettagli, concludendo che il tutto si trova "dirimpetto al mezzo del Foro e del Tempio di Giove". "Nel corso dei secoli sono stati tanti gli archeologi e gli studiosi che si sono interessati della Basilica di Vitruvio, ma nessuno di loro è mai riuscito nell'impresa di trovarla - fa sapere il professor Alberto Berardi -. Secondo l'ipotesi avanzata da mio zio, Don Guido Berardi, che per molto tempo è stata l'unica accreditata come valida, gli scavi sotto l'ex Chiesa e convento di Sant'Agostino, dove sono presenti resti di epoca romana, potevano dar luogo all'interpretazione che quella potesse essere una parte della Basilica stessa. "Gli studi successivi di Taus e Clini - continua Alberto Berardi - formulano altre teorie, oggi si ipotizza quindi una diversa collocazione degli edifici, templi e basiliche all'interno del foro". L'idea è che i resti già venuti alla luce siano quelli del foro, il ritrovamento dell'anfiteatro romano indicherebbe che si è sulla giusta strada. "Per questo sarebbe indispensabile dar vita ad un centro studi vero e proprio sottolinea Berardi, che rilancia dunque la proposta di Davide Rossi . Centro Studi Vitruviano che raccolga quello che nel mondo viene periodicamente pubblicato sulla Basilica di Vitruvio, di cui si occupano tutte le facoltà di architettura e ingegneria del mondo occidentale e non solo, il che dovrebbe dar luogo alla scoperta eccezionale del monumento della Basilica. "Il cortile dell'ex seminario piccolo o per meglio dire il seminario vescovile (ex sede dell'Asl ndr) - sottolinea Berardi - dovrebbe poi essere sottoposto almeno a degli studi di geo sonda, se non a quelli archeologici, visto che quella collocazione sembra la più probabile. Sarebbe una scoperta a livello mondiale".