La Rottapharm-Madaus di Monza da dieci anni investe in attività culturali «Così migliora anche la nostra immagine» Perché un manager , mettiamo l'amministratore di una multinazionale del farmaco da 600 milioni di fatturato l'anno, dovrebbe affiancare la ricerca nell'arte contemporanea alle analisi di laboratorio, oppure coltivare l'interesse per Duchamp oltre al business delle medicine? Prima risposta, nient'affatto scontata: «Diventa un imprenditore migliore, acquisisce una sensibilità fondamentale nella conduzione dell'azienda». La cultura nobilita il manager e alla Rottapharm-Madaus di Monza ci scommettono da dieci anni, ogni anno qualcosa in più, un milione di euro nel 2009. È responsabilità sociale, certo, ma è anche uno stile, una bussola: «Ricerca e innovazione sono il nostro metodo; e benessere fisico e intellettuale sono strettamente legati, pressoché inscindibili», spiega Giovanna Forlanelli Rovati, direttore della comunicazione e responsabile delle iniziative culturali della società. D'accordo, ma non sarà che occuparsi d'arte è anche chic? «Un'azienda come la nostra deve avere un'ottima reputazione, non c'è dubbio. E la cultura aiuta». Per tutti quelli che in tempi di crisi l'arte è lusso, spesa superflua o argomento da salotto. «Noi aumentiamo il budget ogni anno, pur con grande fatica», racconta Forlanelli Rovati: «E con oculatezza, anche nel 2010, manterremo tutti i progetti aperti. Di certo non disinvestiamo ». A un certo punto, per altro, non si può dire basta così, ci spiace ma i soldi sono finiti, «abbiamo un ruolo sociale riconosciuto, sul territorio». Siamo nella Brianza delle fabbrichette e dei mobili, artigianato e design, storia e innovazione, piccole imprese e multinazionali. La Rottapharm, nel 1961, era solo un laboratorio indipendente: oggi vende in 85 Paesi, impiega 200 ricercatori nel polo di Monza (una decina assunti quest'anno), ha stretto accordi di collaborazione con le università Statale e Bicocca, ha archiviato il 2008 con 589 milioni di fatturato (più 9 per cento sul 2007) e chiuderà in crescita anche il 2009 (più 3 per cento). La salute è sempre un affare. Come si dice, curano il corpo e la mente. «Dalla fine degli anni Novanta abbiamo focalizzato la nostra responsabilità sociale sulla cultura», racconta Forlanelli Rovati. Sempre «progetti di largo respiro, non finanziamenti a pioggia». E dunque: percorsi didattici studiati per i musei, tra cui l'Archeologico di Napoli; le prime audioguide per bambini in Italia, al Poldi Pezzoli di Milano; un'opera multimediale per l'infanzia, «La pozzanghera», commissionata a Studio Azzurro. E ancora: restauri, laboratori, mostre. La prossima, allestita a Monza dal 17 ottobre al 14 febbraio, rievocherà gli anni Ottanta attraverso le opere di Schifano e Paladino, Kiefer, Haring e Basquiat. «Preferiamo progettare ed essere al fianco delle istituzioni nell'aiutare a creare eventi», dicono alla Rottapharm. Sinergia, più che filantropia: «Ora vorremmo collaborare con la nuova Provincia di Monza e Brianza sui distretti culturali evoluti». Un passo indietro. Nel 2005 la società ha fondato una casa editrice d'arte, la Johan Levi, «integrata» nell'azienda madre. Pubblica saggistica, biografie, libri illustrati. Proprio ieri, alla Feltrinelli di Roma, Forlanelli Rovati ha presentato con Achille Bonito Oliva la biografia di Marcel Duchamp scritta da Mercadè: «Non finanziamo la ricerca farmaceutica con i libri, è chiaro, ma la casa editrice è diventata un pensatoio. Favoriamo la contaminazione tra mondo scientifico e arte». La filosofia è: solo la cultura consente di «tenere sempre le antenne alzate». Così Giovanna Forlanelli Rovati: «È una scelta di alto profilo, fondamentale nella crescita di un'azienda di livello internazionale». Per altro, nell'economia globalizzata, la multinazionale è la sua terra d'origine, «ne assume, conserva e trasmette l'identità ». La Brianza non è più solo una trama di capannoni e fabbrichette. Armando Stella
MILANO Mostre, restauri, audioguide per i musei
La Rottapharm-Madaus di Monza investe annualmente in attività culturali, con un budget di un milione di euro. Questo è un aspetto della responsabilità sociale dell'azienda, che si concentra sulla cultura e sulla ricerca. Il direttore della comunicazione, Giovanna Forlanelli Rovati, spiega che la cultura aiuta a migliorare l'immagine dell'azienda e a creare un'atmosfera innovativa. La società ha fondato una casa editrice d'arte, la Johan Levi, che pubblica libri sull'arte e la cultura. Forlanelli Rovati sostiene che la contaminazione tra mondo scientifico e arte è fondamentale per la crescita di un'azienda di livello internazionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo