Spazi disponibili con interventi per l'acqua che gocciola San Colombano agibile fino ai Comics poi impegno per recuperare almeno due baluardi anche con fondi di privati IL.BO. Sotterranei delle Mura aperti 6-8 mesi l'anno. Da fine marzo all'inizio di novembre, il periodo dei Comics. Visto il successo ottenuto durante il Serrembre lucchese, l'assessorato al turismo pensa a come sfruttare al meglio l'interno del suo più importante monumento. E, a titolo sperimentale, propone di lasciare aperto il sotterraneo del San Colombano fino alla mostra sui fumetti, mettendolo a disposizione di chi organizza eventi culturali. Per riuscire nell'intento, però, il Comune deve effettuare alcuni interventi. In particolare deve canalizzare l'acqua che sgocciola dal soffitto del sotterraneo, in modo da poterlo utilizzare senza problemi tecnici, già da fine marzo. In queste settimane, nelle quali il baluardo di San Colombano è rimasto aperto per il Settembre lucchese - esordisce Moreno Bruni, assessore al turismo - «ci siamo resi conto dell'attrazione che il monumento esercita anche sui turisti che sono stati portati a visitare i sotterranei dalle guide. Così stiamo valutando la possibilità di utilizzare questi spazi per iniziative culturali in senso ampio. E il primo passo sarà il prolungamento dell'apertura del baluardo di San Colombano fino ai Comics: di fatto, lo metteremo a disposizione di altri assessorati e di associazioni che abbiano iniziative da organizzare, purché compatibili con l'ambiente. Essendoci bisogno di una vigilanza costante, è necessario che ci sia un evento per tenere aperto il sotterraneo: in questo modo, chi organizza si occupa anche di garantire la sorveglianza del monumento». Ma non è novembre che Bruni si vuole fermare. Non a caso - conferma l'assessore - «abbiamo già iniziato il monitoraggio del sotterraneo di San Colombano, per capire come intervenire per intercettare l'acqua che gocciola dall'alto, in modo da rendere gli ambienti utilizzabili non dico in pieno inverno, ma a partire dalla fine di marzo. L'intervento è delicato, perché non possiamo tamponare l'acqua che cola: dobbiamo raccoglierla e canalizzarla, magari usando mini condutture in rame o in altro materiale che la Sovrintendenza riterrà idoneo. L'importante è che l'acqua continui a filtrare, secondo un processo naturale noto a chi ha realizzato il monumento». Bloccare l'acqua e farla arrivare altrove, infatti - sottolinea Bruni - «potrebbe compromettere l'integrità delle Mura e dei sotterranei. Noi dobbiamo assecondare un processo naturale di secoli». Tempi, costi e modi di un intervento del genere, però, sono ancora tutti da definire. Anche perché la fase del monitoraggio è appena iniziata. Al tempo stesso, l'assessorato porta avanti una trattativa con Enel per eliminare l'illuminazione che impedisce l'apertura di una parte dell'ultimo braccio del San Colombano. «In questi giorni, poi - riprende Bruni - ho anche ultimato il sopralluogo di tutti i sotterranei delle Mura e stiamo valutando, sulla base delle poche risorse che abbiamo, come poter sfruttare al meglio questo immenso patrimonio che, nelle settimane in cui è stato parzialmente visitabile, ha riscosso i consensi di molti turisti». In particolare, fra gli ambienti più belli riscoperti c'è quello del baluardo in fondo a via delle Conce (il baluardo Santa Croce). «Prima di definire ulteriori interventi - conclude Bruni - dobbiamo davvero verificare le risorse a disposizione del Comune che non sono molte. Tuttavia, arrivare ad aprire almeno due baluardi sarebbe la nostra ambizione. Per riuscirci dovremo anche cominciare a pensare a una collaborazione con i privati, a uno sponsor illuminato che investa proprie risorse accettando, però, che i locali recuperati restino di proprietà della collettività. Altrimenti l'operazione non ha senso».