LA RICHIESTA. Architetti e ingegneri a confronto sui rischi «Va premiato chi investe preventivamente in sicurezza contro i danni da terremoto» Allungare la vita del patrimonio edilizio e monumentale esistente significa generare opportunità di reddito: ecco che, attraverso la messa in sicurezza degli edifici contro il rischio sismico, anche l'ingegnere può mettersi al servizio dello sviluppo sostenibile. E' l'originale punto di vista emerso ieri nel convegno promosso dall'Ordine degli ingegneri in occasione della convention urbanistica e architettonica in corso a Verona a cura dell'Istituto nazionale di urbanistica (Inu). Un incontro incentrato intorno all'intervento di Antonio Borri, ordinario di Scienze delle costruzioni all'università di Perugia, che ha riportato ai colleghi veronesi l'esperienza elaborata sul campo, in tema di messa in sicurezza degli stabili, già a seguito del terremoto di Umbria e Marche nel 1997, oltre che del recente sisma abruzzese. E la sua opinione, come quella degli altri intervenuti, è che, tutto sommato, «bastano pochi mesi perché la gente dimentichi lo shock e i danni provocati da un terremoto. Spetta dunque alla politica sensibilizzare e premiare chi investe preventivamente in sicurezza antisismica». Ma la normativa, in questo senso, è carente. «Prendiamo il Piano Casa», sottolinea Mario Zocca, presidente dell'Ordine degli ingegneri di Verona, «che premia chi utilizza, per esempio, materiali ecosostenibili. La sicurezza, invece, non è inserita tra gli elementi premianti. Perché non concedere un bonus anche a chi effettua una verifica sismica di tutto lo stabile? Ne ho parlato con l'assessore regionale alle Politiche per il territorio, Renzo Marangon, il quale mi ha anticipato che la circolare applicativa dovrebbe porre rimedio a questa mancanza». Altro contributo alla discussione è giunto dalla presenza in sala di alcuni tra i professionisti scaligeri partiti per l'Abruzzo. «Un'esperienza umanamente toccante e professionalmente gratificante», commenta l'ingegnere Sergio Menon, «Certamente lutilizzo di calcestruzzo di scarsa qualità ha influito sul numero ingente di edifici lesionati e purtroppo sul numero delle vittime», gli fa eco Giovanni Marini. «Ecco perché, dopo la costruzione ex novo di abitazioni, è ora necessario intervenire in fretta con la messa in sicurezza degli edifici esistenti, per prevenire non solo danni alle cose, ma anche e soprattutto alle persone».E.P.