Commissione di urbanisti in sopralluogo nella vecchia Zai Ricucire il quartiere al centro storico, senza dimenticare le esigenze dei residenti. «Non ci sono solo uffici e alberghi» «La nuova città inizia da qui». Lo slogan è stampato sullo striscione all'ingresso del cantiere del Verona Forum: il complesso direzionale e commerciale, firmato dall'architetto Mario Bellini, che sta sorgendo nell'area dell'ex Foro Boario. Ma l'interrogativo che si pongono gli oltre 50mila abitanti di Verona sud è: cosa significa davvero «nuova città»? «Vorremmo una risposta», esclamano i residenti, «perché temiamo che la riqualificazione dei nostri quartieri si riduca alla costruzione di queste "astronavi", trascurando il bisogno di marciapiedi, ciclabili, spazi verdi e associativi, servizi ai cittadini: tutto ciò che rende un luogo vivibile e a misura d'uomo». E desiderano avere voce in capitolo sulla destinazione delle aree dismesse, tra cui per esempio la manifattura Tabacchi, i Magazzini generali, il Mercato ortofrutticolo. Raccogliendo domande e paure degli abitanti, su commissione dell'Inu (Istituto nazionale urbanistica), ieri mattina l'associazione «Livello strada» ha fatto scendere tra le principali arterie di Verona sud un team d'architetti ed esperti della comunicazione: Anna Braioni, Nico Cattapan, Susanna Grego, Andrea Lauria, Michela Morgante, Stefano Pendini e Giulio Saturni. Riflettere sul futuro della zona, stendere un reportage e realizzare un video riassuntivo: ecco gli obbiettivi della «passeggiata urbana» a piedi, inserita nel convegno Inu "Il piano al tempo della crisi", in questi giorni al palazzo della Ragione. A fare da guida, l'architetto Giovanni Franceschelli, di City-lab, che partecipò alla stesura della variante Gabrielli: il progetto di riqualificazione per l'asse del Cardo massimo, dal casello di Verona sud a Porta Nuova, poi esteso dall'amministrazione Tosi ai quartieri di Golosine, Santa Lucia e Borgo Roma. E nel gruppo, anche Marco Comencini (Pdl), presidente della commissione consiliare urbanistica e Susanna Morgante, del dipartimento di prevenzione dell'Ulss20. «L'importante è che non si continui a ragionare per "poli"», dice Franceschelli, «rischiando di ridurre a tante isole separate queste grandi aree, che in totale raggiungono una dimensione paragonabile al centro storico. Il disegno complessivo dev'essere unitario e formare, per quanto possibile, un tessuto armonico con la città entro le mura. Non puntiamo», spiega, «solo sulle destinazioni direzionali e ricettive». E davanti al Verona Forum progettato da Mario Bellini fa notare che il futuro spazio verde sul retro, lungi dal divenire il polmone verde prospettato, sarà «un parco ridotto e marginale». È d'accordo Comencini, che però sottolinea «la difficoltà di riportare ordine in una zona sorta con un'urbanizzazione caotica e dominata al suo centro dal polo attrattore della Fiera». «Gli obbiettivi cui puntare», aggiunge, «riguardano la permeabilità dei quartieri e una più facile mobilità degli abitanti, così come il fatto di coniugare la parte». La passeggiata si è conclusa con uno sguardo dall'alto, dal tetto della Fiera. «Non è ammissibile», commenta Franceschelli, «che per i veronesi "città" sia sinonimo di centro storico. Anche questa è città», dice indicando Verona sud. «L'opportunità della riqualificazione va sfruttata per non ritrovarci con una grande porzione di Verona relegata alla sola funzione commerciale industriale».L.CO.
VERONA - La nuova città è qui, un'occasione unica
Una commissione di urbanisti è stata inviata nella zona di Verona sud per valutare la riqualificazione del quartiere al centro storico. La zona è stata scelta per la sua importanza strategica e per la sua capacità di ospitare nuovi progetti commerciali e residenziali. Tuttavia, gli abitanti della zona hanno espresso preoccupazioni riguardo alla destinazione delle aree dismesse e alla mancanza di spazi verdi e servizi per i cittadini. Una passeggiata urbana a piedi è stata organizzata per discutere del futuro della zona e per raccogliere le preoccupazioni degli abitanti.
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