In casa di John Sisto a Chicago pergamene, libri e vasi: valore 4 milioni Reperti trafugati negli anni 70 alle diocesi: prima della restituzione mostra allArchivio di Stato La storia di un patrimonio culturale da 4 milioni di euro appena restituito alla Puglia dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e dallFbi inizia quasi per caso a Berwyn, Illinois. Cè uno scantinato abbandonato, in una villetta di legno a undici miglia da Chicago. Cè una lite per leredità di John Sisto, partito da Ceglie del Campo alla volta dellAmerica negli anni Sessanta e scomparso nel 2007. Cè lintervento della polizia per placare gli animi, e cè la scoperta di un tesoro milionario sepolto sotto anni di polvere. Mille e 140 tra pergamene e volumi trafugati da biblioteche e archivi pugliesi, 409 reperti archeologici scavati clandestinamente a Canosa, centinaia di manoscritti autografi di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Benito Mussolini, Vittorio Emanuele II, Umberto I, Saverio Mercadante, il frammento di una reliquia del patrono di Trani San Nicola Pellegrino, i sigilli di due vescovi: tutti i beni erano spariti tra gli anni Settanta e Ottanta, anni di emorragia di reperti dallItalia. John Sisto aveva iniziato la sua avventura americana come operaio, poi aveva aperto una bottega da antiquario e scoperto lamore per larte: al punto che si rifiutava di vendere i pezzi più pregiati, rimasti chiusi nello scantinato fino alla sua morte. Dalla polizia di Berwyn il caso è passato nelle mani dellFbi, e da lì il fascicolo è atterrato sulle scrivanie dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Roma e di Bari. La collaborazione dei funzionari della Soprintendenza per i beni archivistici della Puglia e dei responsabili degli uffici Beni culturali delle diocesi di Trani e Conversano ha permesso di chiudere il caso, e i reperti hanno seguito il tragitto che li ha riportati in Puglia. Nella sede dellarchivio di Stato di Bari, in attesa dellesposizione che fino alla fine dellanno restituirà i beni allo sguardo del pubblico, i responsabili delloperazione commentano il risultato ottenuto grazie alla collaborazione internazionale. «Abbiamo recuperato uneredità inalienabile» festeggia il sovrintendente per i Beni archivistici della Puglia Ruggero Martines. Il vice comandante dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale Luigi Cortellessa saluta la regione come «uno scrigno a cielo aperto», mentre dallFbi il responsabile a Roma Stewart Roberts esprime la soddisfazione «per aver recuperato dei beni così preziosi, ai quali gli Stati Uniti hanno dovuto dire "arrivederci"».