La mostra è la prima tappa nel capoluogo del progetto sul contemporaneo che al castello lanno prossimo Da domani al Terminal crociere di Bari lesposizione delle opere selezionate attraverso il concorso di idee riservato agli studenti delle Accademie In principio è stato un concorso di idee. Agli studenti delle Accademie di belle arti italiane sera chiesto di elaborare delle opere progettuali per ridisegnare lo skyline del porto di Bari. Oggetto del contendere, i silos granari. «Terrificanti: la bruttezza di quelle torri è maestosa e indiscutibile» per dirla con le parole pronunciate ieri da Michele Mirabella, presidente dellAccademia di belle arti barese. Da qui una serie di decine e decine di elaborazioni progettuali, filtrate da una giuria ad hoc che, dopo aver selezionato una rosa di sette finalisti, ha incoronato vincitore Giuseppe Berardi per Rosa dei venti. Unidea che potranno scoprire da domani, e fino al 25 ottobre, i visitatori della mostra "Dipingi i silos", allestita al Terminal crociere del porto di Bari (ingresso libero). In esposizione ci sarà prima di tutto lopera di Berardi, che prevederebbe il rivestimento delle torri con un sistema di specchi per di più mobili, attraverso lo sfruttamento delle direzioni dei venti. Accanto al vincitore, da scoprire le ipotesi progettuali degli altri finalisti - Mariantonietta Bagliato, Andrea Barzaghi, Patrizia Mastrapasqua, Stefania Piccolo, Tatiana Rosola e Cinzia Selvaggio - e quelle di un pool di artisti chiamati a raccolta per offrire, a margine del concorso, il proprio contributo: Guido Corazziari, Emilio Farina, Paolo Lunanova, Danilo Meastosi e Giuseppe Sylos Labini. Ora la sorpresa, annunciata ieri mattina in Regione durante la presentazione della mostra da Franco Mariani, presidente dellAutorità portuale, è la possibilità di tradurre in realtà lopera di Berardi e dunque rifare il look ai silos. Qualcosa di più di unipotesi, a giudicare dalla pragmatica dichiarazione dintenti di Mariani, pronto a investire fondi col concorso di sponsor privati. Ma "Dipingi i silos" non è che la prima tappa barese del più ampio progetto "Puglia circuito del contemporaneo", promosso dallassessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, con la direzione per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, guidata da Ruggero Martines. È in questo stesso quadro che, da novembre a marzo, assecondando una filosofia di musealizzazione urbana, avrà luogo "Progetti inContemporanea", una serie di esposizioni allaperto nei luoghi storici della città. Fino allapprodo, da febbraio a maggio al castello normanno svevo, di "Bari inContemporanea". Ovvero la grande mostra en plein air annunciata un paio di giorni fa a Repubblica dallo stesso curatore, il critico darte Achille Bonito Oliva, che vedrà per la prima volta il fossato della fortezza trasformarsi in contenitore e non solo espositivo. Così oggi per la città la posta in gioco, dalla riapertura temporanea del Margherita complice il premio Lum agli eventi attesi da qui fino al 2010, è quella di gettare le basi per un dialogo quotidiano con larte. La premessa, è un auspicio almeno, perché si possa tornare a parlare di quel museo darte contemporanea rimasto un sogno di pochi.